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17/07/19 ore

Onu, Sì alla libertà in rete



Da Ginevra arriva il sì dell’Onu alla libertà in rete. In linea con lo stop del Parlamento Europeo all’ACTA, il trattato anticontraffazione per contrastare la falsificazione di prodotti e le violazioni di copyright e brevetti, il Consiglio dei diritti umani ha, infatti, approvato una risoluzione – la prima – che riconosce l’importanza della libera diffusione delle informazioni del “www”.

 

A fronte delle continue minacce alla libertà della rete, all’aumento nel numero di casi di censura governativa e di persecuzione di individui per via di attività svolte on-line – a volte semplicemente per un tweet –, è chiaro che per la protezione dei diritti umani su internet sarebbe necessario “lo stesso impegno che si mette nel mondo reale”, ha dichiarato l’ambasciatrice statunitense, Eileen Chamberlain Donahoe.

 

Ai fini del successo dell’iniziativa deve aver contribuito anche il ruolo di primaria importanza che la rete ha giocato nelle rivolte che hanno portato alla destituzione del presidente Zine El Abidine Ben Ali, come ha sottolineato l’ambasciatore tunisino Moncef Baati.

 

Neutralizzate le prevedibili resistenze Cinesi, Russe e Indiane, sono stati molti gli stati che si sono dimostrati favorevoli all’iniziativa: il testo è stato, infatti, sponsorizzato in 85 paesi , 30 dei quali sono parte del Consiglio. Alcuni fra questi Brasile, Nigeria, Svezia e Turchia. (F.M.)


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