I divorzi stanno diminuendo negli Stati Uniti già da alcuni anni, e secondo le previsioni degli esperti del campo se la tendenza continuerà così, due terzi dei matrimoni dureranno per tutta a vita. Negli USA fino a pochi anni fa circa la metà delle coppie era destinata a separarsi.
Il primo elemento che ha spinto le coppie a decidere di resistere è sta la crisi economica. Ovviamente separarsi in un momento di scarsità di liquidi non è di certo conveniente, fare una richiesta di divorzio.
La crisi però non è il solo elemento che ha determinato la riduzione dei divorzi appunto.
Secondo un’analisi pubblicata dal New York Times, è la società che è cambiata da un lato e i matrimoni sono diminuiti in generale. Le coppie che convivono senza sposarsi sono in aumento, e quindi ci sono meno matrimoni da rompere.
Dall’altro, però, nuovi elementi hanno contribuito a rafforzare i rapporti. Anche il femminismo ha avuto un importante effetto di lungo periodo, perché ha cambiato la natura di queste unioni. In passato ad esempio, molte donne erano costrette ad accettare un marito che non amavano, solo perché dava garanzie economiche.
Nei giorni nostri invece i matrimoni per amore sono fortunatamente la maggioranza, ed essi sono più stabili rispetto a quelli imposti dalla necessità e/o convenienza.
Fino a qualche anno fa era quasi tutt’altro che pensabile il fatto che il divorzio stesso potesse andare in crisi e conseguentemente i matrimoni essere più stabili. Invece tale dato contraddice l’idea (solitamente conservatrice), secondo qui la totale libertà delle persone, porta all’aumento della rottura delle unioni.
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L’editoriale del numero 88 di Quaderni Radicali “Oltre l’Onu di vetro” del dicembre 2004 così partiva: “È necessaria una organizzazione internazionale nella Comunità degli Stati? Insomma è necessario l’Onu? Questo è il punto politico …La risposta non può che essere che le Nazioni Unite sono più che mai necessarie in questo tempo storico-politico, in questi equilibri/squilibri internazionali…”. Ma l’Onu, così come è oggi, si presenta paralizzato e paralizzante, con limiti strutturali e organizzativi, pieno di anacronismi e ambiguità, che annullano il fondamentale ruolo di indirizzo e di governo del mondo… Leggere la vicenda della signora Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu sui territori palestinesi, sottraendosi ad un rilettura sulla lunga parabola di crisi e di contraddizioni delle Nazioni Unite, sulle logore strumentalizzazioni di coloro che più che istruire e relazionare in modo corretto sulle questioni, dimenticando che la legalità e la verità (per quanto accompagnata da drammatiche e indiscusse realtà umane sottoposte a sofferenze) non può risiedere in un confuso e vago pastrocchio di regimi autoritari e assassini o in gruppi terroristici che formano tutti insieme anche il nucleo centrale di commissioni Onu parossisticamente delegate ai diritti umani… In questo numero del Podcast di Agenzia Radicale, Antonio Marulo chiede al direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa di dare una sua interpretazione sul perché il caso della signora Francesca Albanese è perfetto per queste NazioniUnite e per la crisi strutturale del pur necessario Palazzo di vetro…
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A cosa serve il sindacato se la CGIL scende in piazza per Maduro e Landini ne spara una delle sue. L’Iran libero dal regime islamico non affascina i "paladini" dei diritti e delle libertà. Il fronte del No alla separazione delle carriere dei magistrati è già in campagna elettorale. Fa discutere la propaganda dell’ANM. Di tutto questo, nel podcast di Agenzia Radicale, Antonello Marulo discute con il direttore Giuseppe Rippa…
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é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali "EUROPA punto e a capo" Anno 47° Speciale Maggio 2024 |
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è uscito il libro Edizioni Quaderni Radicali ‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’ |