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12/08/20 ore

Congresso Associazione Coscioni: "E ora laiche intese"


  • Ermes Antonucci

È iniziato sabato 28 settembre, con una mostra fotografica ed un concerto musicale, il X Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, soggetto costituente del Partito Partito Radicale Transnazionale che da anni si batte per promuovere e sostenere la libertà di ricerca scientifica. Il congresso, tenuto ad Orvieto, città natale del leader radicale scomparso nel 2006 a causa della sclerosi laterale amiotrofica, e' proseguito fino a domenica 29 settembre. 

 

Il significato del titolo dell’incontro di quest’anno – “E ora laiche intese” – è stato spiegato oggi dalla segretaria dell’associazione Coscioni, Filomena Gallo, durante il primo giorno di lavori del congresso.Secondo Gallo bisogna constatare che sulle grandi questioni dei diritti civili, definite “eticamente sensibili” occorrono convergenze trasversali, che siano veramente riformatrici: “Stiamo parlando dei diritti civili! Sono davvero impossibili le intese laiche? No. Conosciamo questo Paese e diciamo che sarebbero possibili e anche vincenti”.

 

“Ce lo dicono – ha proseguito la segretaria – le abitudini e la cultura del nostro popolo, che fu positivamente segnata dalle vittorie dei diritti civili negli anni ’70 e che non è stata modificata e piegata dai compromessi di potere degli ultimi decenni. Ce lo dicono i sondaggi, anche sugli argomenti che vengono considerati tabù dalle classi dirigenti, come quello dell’eutanasia”. Anche sul piano politico, ha sottolineato Filomena Gallo, è possibile registrare qualche timido ed incoraggiante cambiamento, come quello dell’on. Galan, “che potrebbe essere seguito in Forza Italia anche da qualun’altro”, nonostante le forti resistenze che comunque restano nel centrodestra.

 

Più grave, tuttavia, ha evidenziato Gallo, è il persistere di una linea esitante ed elusiva, perennemente indecisa e sostanzialmente opportunistica, in quella sinistra che dovrebbe essere maggiormente aperta su questi temi e a soluzioni laiche e di libertà. E più grave appare, allo stesso modo, l’indifferenza del Movimento 5 Stelle di Grillo, interrotta solo timidamente da sporadiche ed individuali iniziative dei suoi rappresentanti.

 

È nella Chiesa di Papa Francesco che invece, secondo Filomena Gallo, è possibile rintracciare un mutamento profondo del modo di rapportarsi con i fedeli e di trattare i temi dell’aborto, del divorzio, delle unioni tra persone dello stesso sesso, del ruolo della donna nella società. “Sentiamo finalmente attenzione e sensibilità diverse che creano una forma di distacco dal passato, e tutto ciò significa che è iniziato un dialogo reale” ha concluso la segretaria dell’associazione Coscioni.

 

Per Mario Staderini, segretario dei Radicali Italiani, il vento è cambiato o, per lo meno, ci sono alcune battaglie che “possono non avere quel vento contrario che hanno avuto in questi anni”. Un vento contrario che dal ’96, ha ricordato Staderini, “è stato determinato dal Progetto Culturale che il presidente della Cei Camillo Ruini ha realizzato, in forza soprattutto dei 17 miliardi di euro che ha incassato dal ’90 ad oggi grazie all’8 per mille”.

 

Marco Cappato, tesoriere dell’associazione, ha posto l’attenzione sull’incredibile assenza di un reale dibattito pubblico sui temi che riguardano la ricerca scientifica e la libertà individuale: “Ancora oggi non c’è stato un dibattito serio, approfondito, in prima serata, sull’eutanasia, che non fosse legato al caso Welby o Englaro. Mai un dibattito che avesse dignità di dibattito politico tra favorevoli e contrari. Mai la possibilità di approfondire in modo equilibrato, sentendo le voci della scienza, la questione del caso Stamina, degli Ogm, della sperimentazione animale”.

 

“Mai – ha concluso Cappato – è stato possibile su questi temi, che sono il cuore dell’iniziativa della nostra associazione, avere l’aiuto di un dibattito serio ed informato grazie ai mezzi di informazione. Per questo abbiamo dovuto organizzarci, di fatto, come movimento clandestino”. Significativo è stato anche l’intervento di Sergio Lo Giudice, ex presidente dell’Arcigay e oggi senatore del Pd (iscritto all’associazione Coscioni). Lo Giudice ha garantito che vigilerà affinché la legge di iniziativa popolare Eutanasia Legale conosca l’avvio dell’iter di discussione in Parlamento.

 

Il tema delle laiche intese, secondo il senatore democratico, consiste nel trovare nel paese e nel parlamento “la possibilità di un momento di dialogo”, all’interno di una cornice di laicità: “Perché se c’è un cosa che accomuna la legge 40, il tema dell’assistenza sessuale ai disabili, la gestazione per altri e l’eutanasia, è proprio l’incapacità del nostro Paese e della nostra cultura nazionale – e quindi anche del Parlamento – ad affrontare questi temi non sulla base di pregiudizi di tipo ideologico e confessionale ma mettendo in campo un’argomentazione razionale”.

 

Ad intervenire, attraverso un video, è stato anche Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri. Garattini si è detto deluso dal comportamento irrazionale ed emozionale che la classe politica italiana ha mostrato negli ultimi tempi nell’approcciarsi a questioni di carattere scientifico, ed emblematico, in questo senso, è stato il caso del metodo Stamina.

 

Un metodo – ha ricordato lo scienziato – privo di alcuna base scientifica nonché pericoloso (“Studi recenti indicano la possibilità che cellule staminali si trasformino in cellule tumorali”), ma in un certo modo accettato dal Parlamento attraverso la richiesta di una sperimentazione per la quale sono stati stanziati 3 milioni di euro. “Insomma – ha fatto notare Garattini – non si trovano 4 milioni di euro per non far pagare l’Imu agli enti di ricerca, ma se ne trovano tre per fare una sperimentazione priva di qualsiasi fondamento etico”.

 

 


Commenti   

 
0 #6 ilSocialista 2013-09-30 01:05
L'adesione dell'individuo a tali organismi politici primordiali leaderistici e carismatici avviene da un lato per la categoria o corporazione di appartenenza, dall'altro per sottomissione diretta fideistica ed irrazionale al capo, che non viene eletto, bensì cala dall'alto (un pò come dio) per la sua particolare e sovrumana tempra morale e psicofisica; tempra superiore che viene vista come la sola possibile forza in grado di vincere le naturali tendenze anarchico-centr ifughe che porterebbero a disintegrare e poi dissolvere il gruppo. In quesati corpi politici si coltiva l'obbedienza e la devozione a oligarchie più o meno ristrette che hanno la rara facoltà di avvicinare il Capo; anche qui la similitudine col corpo sacerdotale cattolico, particolarmente vicino a dio, è evidente.
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0 #5 ilSocialista 2013-09-30 00:57
Con l'avvento del pensiero unico e la fine dei partiti di massa la politica italiana è rifluita nei suoi alvei storici ed ancestrali; si sono create molte forze personalistiche e carismatiche che constituiscono un fenomeno quasi unico in europa, sono forze politiche che non fanno congressi,non esprimono un reale pluralismo di posizioni ed una dialettica interna fisiologica; sono forze in cui il livello culturale medio è terribilmente scaduto, hanno programmi improvvisati e confusi e preferiscono mediare alla buona fra le categorie e le coprorazioni, corpi intermedi a cui si affidano totalmente e che neanche si sognano di poter coinvolgere in piani politici di ampio respiro.
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0 #4 ilSocialista 2013-09-30 00:49
Sul piano sociale la chiesa cattolica ha favorito l'aggregazione anche su base corporativa e di mestiere; basti pensare alle processioni sacre tradizionali delle varie città in cui partecipano e si benedicono gruppi di vari mestieri e professioni. Invece per esempio in Spagna, ben lontana da Roma e dunque impossibilitata ad influire sullo stato pontificio, la chiesa ha costituito una salda alleanza col potere monarchico prima in chiave antiislamica, poi per schiacciare le minoranze etniche ebraiche ed arabe; La spinta della chiesa cattolica verso il carattere patriarcale-tri bale della organizzazione sociale la vedono da tutto il mondo pure oggi;
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0 #3 ilSocialista 2013-09-30 00:40
L'accentuzione del valore della famiglia, scampanato sempre ai quattro venti, ha determinato i particolari scontri di clan familiari che datano dai tempi dei Comuni del medioevo e che sono stati invece sconosciuti nei paesi del nord. Invece nella antica Roma i gruppi famialiari esistevano, le varie Gens, però i clan si sentivano tutti ferreamente sottoposti ad un complesso più importante che era lo Stato; i conflitti politici a Roma sono stati sempre sociali e di classe, ma mai prettamente familistici.
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0 #2 ilSocialista 2013-09-30 00:33
I radicali dovrebbero riflettere maggiormente su quella che è stata storicamente l'influenza cattolica sulla antropologia italiana, ben conosciuta da tutti gli studiosi del mondo; la tradizionale riottosità allo stato di diritto che i radicali sbandierano sempre non casca dal cielo per un destino cinico e baro; è dipesa pure dall'influsso politico o meglio non politico dello stato pontificio nel contesto italiano; la propensione ecclesiastica a sostenere questo o quel gruppo, questo o quel clann, piuttosto che un organismo sociale di vasto respiro che potesse farle ombra, ha determinato il carattere fazioso e particolaristic o della politica italiana che si riporta pari pari fino ad oggi.
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0 #1 ilSocialista 2013-09-30 00:24
E' alquanto inutile e patetico cercare appoggi o addirittura amorosi sensi con la chiesa cattolica. Al di là del messaggio cristiano, che può avere anche un certo fascino, la chiesa cattolica è stata una determinata e particolare interpretazione di tale messaggio e si è sempre strutturata come un organismo sociale intrinsecamente non democratico o ademocratico, oligarchico e cooptativo. La natura non democratica della chiesa cattolica è legata alla logica della sua stessa origine; dio non è eletto dall'uomo o dalla collettività degli uomini e non deriva da esso; dio cala dal cielo e può essere solo accettato dagli uomini come tale con un atto di sottomissione irrazionale. I sacerdoti si rivestono di tale autorità aprioristica ed assoluta e vogliono essere giudicati solo da superiori della loro stessa congrega.
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