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18/09/19 ore

Pannella, è in corso un nuovo Olocausto



"Cari Presidente Mattarella e Papa Bergoglio, voi paventate l'esplosione della terza guerra mondiale, non vi rendete conto però che non ci sarà la nuova guerra mondiale ma il nuovo Olocausto. Ne parlavamo insieme ai premi Nobel nella campagna contro lo sterminio per fame sostenuta dal Presidente Pertini e da Papa Giovanni Paolo II, a partire dal manifesto appello di oltre 130 Premi Nobel convergente con la nostra analisi che già nel 1980 parlava di nuovo Olocausto". Così Marco Pannella, intervenendo nel corso di una riunione nella sede del Partito Radicale.

 

"Oggi l'Olocausto sono le migliaia di morti nel Mediterraneo e ai confini dell'Europa, dove torna quel filo spinato che un tempo delimitava la libertà dalle dittature", ha proseguito il leader radicale. "L'Olocausto sono i morti per asfissia nei furgoni e nelle stive delle navi, nelle persecuzioni di cristiani e musulmani da parte dei fondamentalisti dell'Isis. Sono morti che abbiamo rappresentato anche fisicamente nella marcia del 25 aprile del 2009 con la stella gialla appuntata sul petto".

 

Pannella ha poi aggiunto: "La risposta che riteniamo necessaria per fermare l'Olocausto è la transizione verso lo stato di diritto democratico, laico, federalista e il diritto alla conoscenza, risposta che deve essere iniziativa propria dello Stato Italiano a partire dalla imminente prossima sessione di lavoro dell'Onu, che vorremmo vedesse l'Italia protagonista dal semestre e su questa proposta candidata al consiglio di sicurezza". (fonte radicali.it)

 

 


Commenti   

 
0 #4 ilSocialista 2015-08-30 19:15
Se l'occidente non riprende lui per primo la via dellA speranza DEL PROGRESSO e dello SVILUPPO UMANO che ovviamente non può essere dato dalla sola crescita a beneficio di una parte minoritaria della popolazione, l'occidente non potrà dare nessuna mano al nordafrica nè costituire esempio per esso.
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0 #3 ilSocialista 2015-08-30 19:13
il progressivo affermarsi di regimi sempre più corrotti, affaristici, personalistici, è l'effetto dell'affermarsi anche in nordafrica di fenomeni di globalizzazione e di concentrazione di ricchezza e ed affermarsi i diseguaglianze tutto sconosciute in epoche anteriori. Gli stessi fenomeni di regresso e tribalizzazione che da noi imperano nei rapporti politici e nel generale disincanto e disimpegno, là si sono espressi nel rigurgito di modalità religiose e sociali arcaiche, secondi il loro specifico substrato culturale.
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0 #2 ilSocialista 2015-08-30 19:13
Roma ha saputo costruire una entità politica del tutto transetnica selezionando le classi dirigenti da posti incredibilemnte lontani e diversi.
Vi è comunque da dire che lo sfascio di stati coem la Libia, l'Iraq, la Siria è sostanzialmente la rappresentazion e estrema di una malattia disgregante e degenerante che affligge anche l'occidente; questa malattia ha le sue chiare origini nel più che trentennale predominmio americano della destra, la triste fase storica monetarista-liberista.
Se non si capisce questo non si è capito nulla. Anche Gheddafi, Saddam ed altri capi arabi, per quanto possa sembrare assurdo, avevano all'origine visioni sociali ed umanitarie;
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0 #1 ilSocialista 2015-08-30 18:51
Ma, sai lo stato di diritto è un grande concetto, nobile quanto generale, che non si può inoculare in una popolazione a litri come si versa vino in una bottiglia; dipende da una miriade di fattori storici, fisici, antropologici, sociali; e poi si deve vedere che tipo di diritto, i diritti sono tanti e molto relativi; anche il diritto del capo tribale al proprio personale arbitrio è rivendicato come un diritto legittimo indispensabile per il "benessere" del gruppo; per gli arabi il problema è quello di separare il diritto sia dalla religione e sia dalle consuetudini etnico-tribali; già duemilla anni fa il diritto greco vedeva delle città stato, non delle accozzaglie familiari-etnic he; per non parlare di Roma
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