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18/09/19 ore

Immigrati e rifugiati: Bonino, farsi carico del problema cambiando paradigma



Delibere per una città senza ruspe e senza ghetti. Un campagna lanciata a giugno, un’iniziativa circoscritta alla città di Roma, ma comunque replicabile in tutte le città. Emma Bonino – in un’intervista rilasciata in occasione della manifestazione di chiusura di “Accogliamoci” auspica "un cambio di mentalità rispetto al problema dell’accoglienza degli immigrati, attraverso la costituzione di campi piccoli, diffusi, integrati; e un cambio di mentalità rispetto ai rom e alla loro integrazione."

 

Quella di Accogliamoci, “non è una campagna che nasce così. Come radicali – ricorda Bonino - provammo a raccogliere le firme contro la Bossi-Fini e contro il reato di immigrazione clandestina fino al 2013, perché non ci voleva la palla di vetro per capire che a sud del mediterraneo ci sono milioni di persone che sfuggono a fame, torture, repressioni, guerre, povertà…. Purtroppo non riuscimmo a raccogliere le firme e quindi questo paese non si è potuto attrezzare sia a un dibattito serio sull’immigrazione con le cifre reali e non che le isterie collettive o con le sparate alla Salvini, e non siamo riusciti a far entrare, cosa che spero riesca adesso, i numeri veri della buona immigrazione”.

 

È chiaro – afferma l’ex ministro degli Esteri - che i rifugiati sono un problema, non possiamo negarlo; ma questo non vuol dire che siano una catastrofe ingestibile. Sono un problema, lo sono stati sempre in tutti i momenti della storia. E in molti di questi – sottolinea - abbiamo saputo fare meglio.”

 

Dobbiamo farci carico del problema, combinando legalità, interessi e umanità. Questo paese non era pronto a questo, non è stata pronta l’Europa che manca di azione collettiva. Così c’è chi erige muri, chi accoglie solo siriani, chi solo eritrei...."

 

"Tendiamo a dimenticare – ammonisce la leader radicale - che abbiamo un calo demografico e l’Europa per mantenere i livelli pensionasti avrà bisogno di 50milioni di immigrati per il 2050. E forse questa anche una delle ragioni oltre a quelle umanitarie che hanno spinto Angela Merkel a cambiare posizione. Se continuiamo cosi avremo due forze lavoro per ogni pensionato e non saremo in grado di reggere il sistema di welfare".

 

Per la fondatrice dell’associazione radicale Non c’è pace senza giustizia “la crisi dei rifugiati e la crisi della mancanza di un’azione collettiva dell’Ue. Ci sono adesso i primi segni di ripensamento: un cambio di prospettiva e di razionalità in questo dibattito, dovuto al cambio di posizione di Angela Merkel”.

 

"Accogliamoci"- intervista a Emma Bonino (video da radioradicale.it)

 

 


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