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26/06/17 ore

Il mese del gelato…Salvamamme


  • Silvio Pergameno

La benemerita Associazione Salvamamme, che dà da mangiare a migliaia di famiglie e delle cui iniziative non di rado si è parlato su questa Agenzia, questa volta ha preso spunto da una vecchia usanza, principalmente, ma non soltanto partenopea, per rinnovarla nel quadro e con riferimento all’azione sociale svolta ormai da un ventennio, sulla scia di ispirazioni che ebbero un momento vivace, e anche esplosivo, nel corso di quegli anni settanta del secolo passato e che anche in Italia marcarono una stagione in vari modi… rivoluzionaria.

 

Una vecchia usanza, il “caffè sospeso”: si andava al bar a prendere il caffè e tra una chiacchera, una battuta, un sorriso e un complimento a una bella signora se ne pagavano due; oltre a quello consumato dal cliente, l’altro restava “a disposizione” di un altro cliente, che altrimenti non avrebbe potuto… permetterselo, e che così, quando arrivava, lo trovava pagato e lui si trovava automaticamente… in conversazione.

 

Sì: quella società “civile” nel senso alto e umano del termine, che aveva il gusto per lo stare insieme, per la cultura d’embléé, che le distinzioni le superava … al bar e della quale l’ultimo grandissimo esponente è stato il principe Antonio de Curtis, meglio noto come “Totò” e, meglio ancora, come ricorda Wikipedia, Altezza imperiale, Conte Palatino del Sacro Romano Impero, Esarca di Ravenna, Principe di Costantinopoli, di Cilicia, di Tessaglia, di Ponto, di Moldavia, dei Dardanelli e del Peloponneso, Conte di Cipro e di Epiro, Conte e Duca di Drivasto e di Durazzo e…. imperatore dello sberleffo (ma questo Wikipedia non lo riporta).

 

Già perché Napoli ha avuto nel secondo dopoguerra il suo creativo puro in Totò e il suo intellettuale colto in Eduardo (il suo Fellini e il suo Visconti…?), li ha avuti ai massimi livelli espressivi, e di impronta popolare. Parola la cui carica esplosiva si è oggi perduta, nel grigiore burocratico in cui si sviluppata la società milleregolista e millesvicolante in cui viviamo, nella quale il popolo è diventato una categoria.

 

Il “caffè sospeso”, momento di una socializzazione spontanea, inclusiva, sorridente, trova nel “gelato sospeso” che oggi “Salvamamme” lancia, una continuità, una rinnovazione: come si fa a evitare che il bambino di una famiglia ai margini resti privo in queste torride giornate perfino del ristoro di un innocente gelatino?

 

Salvamamme ha già avuto l’adesione di un numero enorme di esercenti in Italia, ancora in via di definizione (una è arrivata persino dalla Luisiana), ma anche al top level: la solidarietà, il senso del collettivo, la condivisione passano anche per quelle piccole cose, che sono state criminalizzate dalla filosofia del sospetto, della denuncia, dell’origliamento (terreno di coltura della tentazione alla violenza), ma che testimoniano di un sottofondo nell’animo collettivo, che è un bene prezioso, specialmente oggi, quando ci pare di essere senza vie di uscita.

 

Certo il “gelato sospeso”, messo in questo mondo, genera problemi: e se il gestore si frega i soldi? e chi è il non abbiente? e se arrivano i finti poveri per fregarsi anche un gelato? Grazia Passeri, Presidente di Salvamamme, risponde sorridendo: “La verità è che la fiducia da qualche parte deve rinascere e da qualche parte si deve ripartire. Facciamolo con un gelato”.

 

 


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