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26/06/17 ore

Colosseo e Fori chiusi, l’effetto boomerang di un’assemblea sindacale



Missione compiuta! Lo sciopericchio sotto le mentite spoglie di un’assemblea sindacale, che ha tenuto chiusi il Colosseo e i Fori imperiali per tre ore, ha sortito sulle prime l’effetto desiderato da chi ha ritenuto di esercitare un diritto sindacale legittimo in orari che creano disagio, con lo scopo di richiamare l’attenzione pubblica sui motivi della protesta.

 

Risulta così quanto meno singolare la meraviglia scandalizzata di chi lamenta che nessuno sapeva. Del resto, sarebbe stato quantomeno autolesionistico strombazzare ai quattro venti e a tempo debito la chiusura temporanea dei siti, consentendo di rimediare al caos. I sindacati si sono invece limitati a rispettare la legge, fornendo le dovute comunicazioni richieste, il resto l’avrebbe fatto l’autorevolezza e la notorietà dei luoghi.

 

Così è stato. La notizia è diventata di prima pagina trasformandosi tuttavia nel classico boomerang. Infatti, tutto il can-can intorno al fattaccio ai danni dei turisti si è concentrato sul disservizio creato e non sulle istanze dei lavoratori (vale a dire: “il mancato pagamento delle indennità di turnazione e delle prestazioni per le centinaia di aperture straordinarie (dal primo maggio a quelle notturne); la mancata apertura di una trattativa per il rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici bloccato per la parte economica da molti anni; la decisione tutta politica di costituire, in accordo con il Comune di Roma e senza un minimo confronto con le parti sociali, una sovrastruttura burocratica come il Consorzio per la gestione dell'area centrale; la mancata apertura di un confronto sulla organizzazione del lavoro all'interno della Soprintendenza in grado di ristabilire un benessere organizzativo che possa riqualificare il lavoro, innalzare la qualità dei servizi offerti non trascurando la sicurezza del personale che vi opera e dei visitatori che affollano i nostri siti").

 

Il ministro Franceschini, cascato dal pero (eppure almeno lui avrebbe dovuto sapere e forse far qualcosa) è sbottato twittando che "la misura è colma" e annunciando la proposta di rendere i Musei servizi pubblici essenziali; mentre poco dopo il premier Renzi ha colto l'occasione per annunciare un imminente decreto legge in materia (tanto per non perdere l’abitudine sullo strumento). Dal canto loro, i sindacati hanno reagito stizziti alla levata di scudi antisindacale del governo, minacciando lo sciopero in difesa del diritti sindacali.

 

Intanto, c’è chi piange disperato per la cattiva reputazione e la brutta figura italiana a livello internazionale. Lo chiamano danno d’immagine (ammesso che il Paese ne abbia ancora una da spendere). (A.M.)

 

 


Commenti   

 
0 #4 ilSocialista 2015-09-20 02:24
Marx era un idealista, un figlio di quel secolo sciagurato quasi quanto questo, l'ottocento; in quanto tale aveva dei limiti, però molte cose le aveva capite; il capitalismo è una costruzione mirabile ma sempre instabile; i modi di produzione ed i rapporti di forza fra le classi sono sempre mutevoli; vi sono periodi positivi in cui lo sviluppo è equilibrato e distribuito, altri incui si creano diseguaglianze e scompensi non ricucibili e crisi sistemiche; certamente i monetaristi hanno inventato il "nuovo" trucchetto del pompare moneta coi tassi di interesse ultrabassi e l'aquisto di titoli; hanno inventato il keynesismo dei piani alti, l'assistenza sociale per i ricchi; però il trucchetto nonm risolve i problemi struturali, anzi li agrava ed avrà la sua caduta finale
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0 #3 ilSocialista 2015-09-20 02:12
il finanzacapitali smo ha comportato un trasferimento di risorse enorme dal basso verso l'alto della società; un lavoratore medio di oggi è ENORMEMENTE più produttivo di uno di quaranta anni fa, eppure guadagna in genere DI MENO ed ha anche meno sicurezze; l'enorme ricchezza accumulata ai PIANI ALTI è servita in a parte a finanziare globalmente un apparato universitario-c ulturale-mediat ico impressionante che ha propagandato e inculcato il pensiero unico nelle stesse masse impoverite e depotenziate con la stesa potenza di fuoco con cui la chiesa del medioevo poteva controllare la cultura popolare e non europea tramite le migliaia e migliaia di chiese ed abbazie
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0 #2 ilSocialista 2015-09-20 02:03
in questa specifica epoca storica A LIVELLO PLANETARIO il problema è esattamente l'opposto nel senso che di sindacato CE NE STA TROPPO POCO; come sai il Finanzacapitali smo ha usato il bastone della della delocalizzazion e per tenere a bada le rivendicazioni salariali per la serie "ce ne sta sempre qualcuno da qualche parte del mondo che chiede meno di te quindi puoi ritenerti soddisfatto a prescindere"; inoltre molti rapporti di lavoro sono stati precarizzati, condizionati, degradati in vario modo e questo ha anch'esso contribuito al quel senso di insicurezza diffusa e di regressione nel privato, perchè quando la gente sta sulla corda pensa solo a conformarsi e di riflettere non ha nè tempo nè voglia.
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0 #1 ilSocialista 2015-09-20 01:41
Amico mio, sicuramente la disorganizzazio ne italiana del settore pubblico è notevole e spesso i sindacati non sono immuni dal marasma collettivo; marasma che è dovuto non al sindacato in sè, ma al fatto che il sindacato italiano condivide le caratteristicha antropologiche di sfondo ben note della mancanza di Stato nazionale di antiche tradizioni e sentito a livello popolare.
Detto questo, è inutile che fai il solito pistolotto antisindacale acritico che ai liberali viene spontaneo e naturale come inzuppare il biscotto nel latte la mattina;
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