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20/05/24 ore

Tumori e cellulari, il legame c'è ma solo per la legge


  • Silvia Soligon

Secondo la Corte di Cassazione i danni permanenti causati dall'abuso del cellulare giustificano l'assegnazione di una pensione di invalidità. A stabilirlo è la sentenza depositata lo scorso 12 ottobre dalla sezione del Lavoro in risposta al ricorso presentato dall'Inail dopo che, nel 2009, il tribunale di appello di Brescia aveva stabilito che Innocente Marcolini, ex manager bresciano che imputava all'uso eccessivo del cellulare per lavoro il tumore al nervo trigemino che ha compromesso irrevocabilmente il suo udito, aveva diritto proprio alla pensione d'invalidità.

 

La reazione del Codacons non si è fatta attendere. Secondo l'associazione dei consumatori quella della Cassazione è una “sentenza molto importante e innovativa che apre la strada ai risarcimenti. Si tratta, infatti, di un verdetto che stabilisce un rapporto diretto tra uso del telefonino e insorgenze dei tumori”. Forse, però, questi entusiasmi sono ingiustificati, se non altro quando si parla di “verdetto che stabilisce un rapporto diretto tra uso del telefonino e insorgenze dei tumori”.

 

Gli esperti, infatti, sono ben lontani dall'affermare l'esistenza di un tale legame. Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, ha sottolineato che “dal punto di vista strettamente scientifico, allo stato attuale non ci sono evidenze che l'uso del telefonino dia luogo al tumore. Nel dubbio, evidentemente la Corte ha preso una decisione a favore del malato”.

 

In effetti, quello dell'ex manager è un vero e proprio caso di abuso: per circa 12 anni l'uomo ha passato dalle 5 alle 6 ore al giorno al telefonino, concretizzando, come si può leggere nella sentenza della Cassazione, “una situazione affatto diversa da un normale uso non professionale del telefono cellulare”. “Se all'epoca qualcuno mi avesse avvisato dei rischi che correvo – ha dichiarato Marcolini - probabilmente adesso non avrei dovuto passare tutto questo”.

 

Anche se i risultati degli studi condotti fino ad oggi sono contrastanti, la comunità scientifica internazionale è concorde sulla necessità di evitare situazioni di questo tipo. Lo scorso anno l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato l'uso dei telefoni cellulari nella stessa categoria di rischio di piombo, i gas di scarico e cloroformio. La decisione è stata basata sui risultati di un'analisi della letteratura scientifica condotta da 31 esperti di 14 Paesi diversi, secondo cui l'esposizione è “possibilmente cancerogena per gli uomini”.

 

L'American Cancer Society è più prudente e sottolinea che, almeno dal punto di vista teorico, le onde emesse dai cellulari “non hanno abbastanza energia per danneggiare direttamente il DNA o per surriscaldare i tessuti del corpo” e che “la maggior parte degli studi pubblicati fino ad oggi non ha evidenziato un legame tra l'uso dei telefoni cellulari e lo sviluppo dei tumori”.

 

Tuttavia, secondo la stessa associazione, “questi studi hanno alcune importanti limitazioni” che non consentono di giungere a una conclusione definitiva. Anche secondo Cancer Research UK “le prove scientifiche indicano che è improbabile che i telefoni cellulari possano aumentare il rischio di cancro. Ma non sappiamo abbastanza per escludere completamente un rischio”.

 

Il National Cancer Institute aggiunge che “sono necessarie più ricerche perché la tecnologia dei cellulari e il modo in cui le persone li usano stanno cambiando rapidamente”.


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