Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

26/11/20 ore

COSA SARÁ, di Francesco Bruni. Un toccante biopic


  • Giovanna D'Arbitrio

Film di chiusura della Festa del Cinema di Roma 2020, Cosa sarà  del regista e sceneggiatore Francesco Bruni è un’opera autobiografica, come ha affermato lo stesso autore. 

 

In effetti l'iter sanitario descritto nel film è lo stesso subìto dal regista che racconta la sua la vita attraverso il personaggio di Bruno Salvati che sta attraversando un momento difficile: i suoi film non hanno successo, sua moglie Anna, dalla quale si è separato, ha forse un nuovo compagno, i suoi rapporti con i figli, Adele e Tito, sono problematici e, come se non bastasse, un giorno scopre di avere una forma di leucemia.

 

Seguito da una valida ematologa, cerca di trovare un donatore di cellule staminali compatibile, incontrando notevoli difficoltà. Sarà suo padre Umberto ad accendere una nuova speranza, rivelandogli un segreto del suo passato. Bruno e la sua famiglia così intraprendono un positivo percorso di rinascita.

 

"Just a perfect day, you made me forget myself, I thought I was someone else, someone good" (Proprio un giorno perfetto, mi hai fatto dimenticare di me stesso, credevo di essere qualcun altro, una persona migliore), sono i versi di Perfect Day di Lou Reed che irrompono all’inizio del film, mentre a Bruno Salvati (Kim Rossi Stuart, magistrale interprete) vengono tagliati i capelli per dare inizio alla chemioterapia.

 

E senz’altro quando arriva la malattia tutto cambia e faticosamente bisogna trovare nuovi equilibri. Emblematica la scena di Bruno che cammina in bilico su un cornicione, un passo dopo l’altro, senza smettere di guardare avanti. “Io col cazzo che muoio!- dice Bruno, deciso a lottare.

 

Senza dubbio una storia personale quella del regista, ma che fa da specchio a tutti coloro che hanno sperimentato una grave malattia e la conseguenziale lotta per la vita in un contesto di famiglia e rapporti umani. Un bel film, un mix di dramma e humour, con bravi interpreti, come Kim Rossi Stuart, Lorenza Indovina, Barbara Ronchi, Giuseppe Pambieri, Raffaella Lebboroni, Fotinì Peluso, Tancredi Galli, Nicola Nocella, Elettra Mallaby, Stefano Rossi Giordani, Ninni Bruschetta.

 

“Nel marzo 2017 mi è stato diagnosticato un tumore del sangue, la mielodisplasia, che è stato affrontato e (spero) risolto, con un trapianto di cellule staminali ricevute da mio fratello, nel febbraio del 2018 - racconta lo stesso regista - Da questa vicenda drammatica ho tratto questa storia, che tuttavia ho voluto complicare ad arte, perché non fosse un semplice resoconto medico.

 

Il coinvolgimento dei familiari e del padre del malato, infatti, sono al centro della vicenda: la malattia diventa così una resa dei conti con la moglie ed i figli del protagonista ed un viaggio in compagnia del padre alla scoperta di qualcosa che è successo molti anni prima. Un segreto che contiene la possibile salvezza per il mio protagonista. 

 

Come nei miei tre film precedenti, la sceneggiatura (e dunque anche il film che ne deriva) ha dunque una base autobiografica, sulla quale si sovrappone un lavoro di invenzione romanzesca. E, come negli altri film, il tono oscilla fra momenti inevitabilmente e puramente drammatici ed altri dove affiora, nonostante tutto, un certo umorismo, specialmente nel racconto dei rapporti familiari e dell’ambito professionale del protagonista (il cinema, appunto).Ma il film, per quanto fedele alla sceneggiatura, ha preso una sua natura definitiva sul set, dove ha fatto prepotentemente irruzione l'elemento visivo, qui (a differenza dei miei film precedenti) a tratti molto forte e antinaturalistico, specie nelle scene che raccontano la degenza del protagonista, in uno stato di semi-incoscienza indotto dai medicinali nel quale affiorano ricordi e fantasticherie, deliri e persino fantasmi”. 

 

Conosciuto soprattutto come bravo sceneggiatore, il regista ha al suo attivo altri film di successo: Scialla, Noi quattro, Tutto quello che vuoi. E senz’altro il suo ultimo film è uno dei più coinvolgenti, in un particolare momento storico in cui la pandemia ci minaccia e tutti ci chiediamo più che mai Cosa sarà del nostro futuro.

 

Intanto da lunedì prossimo, con il nuovo DPCM tutti i cinema saranno di nuovo chiusi.

 

 


Aggiungi commento