16/01/19 ore

Il viaggiatore sedentario. Internet e la società irretita di Franco Ferrarotti


  • Elena Lattes

Oggigiorno sempre più viviamo in una società smaterializzata, sommersi e bombardati, come siamo, da messaggi e da strumenti per comunicare, grazie al cosiddetto web.2. Indubbiamente sono sotto gli occhi di tutti i vantaggi e le facilitazioni che la tecnologia moderna ci offre. Non tutto quel che luccica, però, è oro. Quali sono, dunque, i risvolti negativi e i pericoli a cui stiamo andando incontro?

 

A metterci in guardia da questo e da alcuni paradossi del mondo in cui ci troviamo, è il sociologo Franco Ferrarotti in “Il viaggiatore sedentario. Internet e la società irretita” pubblicato dal Centro editoriale dehoniano. Un libro piccolo ma intenso, molto critico, come forse si può facilmente immaginare, ma che propone non poche riflessioni sulle quali vale la pena soffermarsi. Tante le perdite sostanziali che derivano dagli eccessi dell’utilizzazione informatica, vediamone alcune.

 

La prima, a cui è evidentemente dedicato il titolo, è il fatto che nonostante viaggiamo, o meglio navighiamo molto, lo facciamo restando seduti davanti ad un computer; non affrontiamo dunque le mille peripezie che incontra chi si sposta e la nostra fantasia non è più stimolata né esercitata, a differenza di quella di poeti e artisti del passato.

 

La seconda riguarda il contatto con l’altro: possiamo avere migliaia di amici sparsi in tutto il mondo, “la socialità elettronica è ampia, planetaria, ma è una socialità fredda”, ovvero manca sempre più la vicinanza fisica. Per questo sfruttiamo al massimo la vista e, parzialmente l’udito, ma non utilizziamo più gli altri sensi, quali l’odorato e il tatto e anche il linguaggio del corpo è ridotto al minimo.

 

Tutto ciò è legato alla qualità della comunicazione, “ridotta a mera congerie di messaggi irresponsabili, spesso offensivi” che non implica più una reciprocità o una corrispondenza diretta e di cui si perde anche il senso: “a chi è destinata? Per chi è? E Per cosa?” Ricorda l’autore, alla fine del libro, che i politici nell’antica Atene – ad eccezione del Presidente a cui era consentito prendere appunti su una tavoletta di cera per dirigere la discussione - erano costretti a parlare a braccio “per garantire la sorgiva sincerità del confronto a faccia faccia”.

 

A questo esempio si collega anche la terza perdita: esercitiamo sempre meno la nostra memoria, perché abbiamo tanti supporti che ci aiutano a mantenerla, ma al contempo stiamo lasciando “cadere il peso del passato storico, prossimo e remoto”, illudendoci di potercene liberare. “Si è spezzato il legame fra memoria, esperienza e vissuto” e il nostro pensiero non è più ordinato e coerente, ma troppo concentrato sul calcolo, sul complotto e su progetti “a breve scadenza in base alle convenienze immediate”. 

 

Anche l’informazione vera scarseggia. Abbiamo a disposizione una smisurata quantità di notizie e di nozioni, ma manca la critica delle fonti e sempre più difficilmente riusciamo a discernere tra i fatti reali e le famigerate “fake news” che non sono altro, la versione contemporanea del pettegolezzo.

 

L’uomo del futuro sarà, dunque, sempre più solo, freddo, vuoto e, naturalmente, idiota? Ferrarotti reitera in quasi tutti i capitoli questi difetti, ma ammette anche che forse esagera, cedendo alla sua “tendenza iperbolica, donchisciottesca”. 

 

Internet e la tecnologia in fondo sono solo strumenti nelle nostre mani, sta a noi decidere quanto, e soprattutto come, servircene. Una maggiore consapevolezza dei possibili rischi non deve mirare dunque ad arrestare il progresso o a bandire i suddetti mezzi, ma a migliorarne la qualità dell’utilizzo.

 

 


Commenti   

 
0 #2 ilSocialista 2019-01-14 14:23
però a sensazione di impotenza e il sentimento di rancore che sono propri delle masse del XXI secolo non dipendono certo da internet, anche se la rete fa parte di quel contesto generale elettronico automatico che se da un lato esonera da molti lavori, dall'altro non è che ne offra molti altri.
L'automazione nelle fabbriche e l'automazione di ufficio sono uno degli aspetti base della globalizzazione finanziarizzata ; senza di essi la finanziarizzazi one globale non avrebbe potuto essere tanto potente; la elettronica in sostanza ha molto diffuso le conoscenze, ma contemporaneame nte ha ristretto la forza contrattuale delle masse mettendole in un ruolo del tutto gregario rispetto a poteri sostanziali che si riassumono in circoli molto risttretti; quindi si può dire che l'effetto complessicvo della rete, nonostante le apparenze, è tutt'altro che democratico, essendo uno degli strumenti maggioti di affermazione delle elites tipiche del XXI secolo.
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0 #1 ilSocialista 2019-01-14 14:14
il tema è molto interessante; bè sicuramente internet qualche risvolto negativo ce lo ha, come tutte le cose; anche passare dalla carrozza a cavalli all'automobile ha avuto molti risvolti negativi, come gli incidenti stradali, la gente che fa poco moto, ecc; però la gente non ha ancora smesso di usare l'auto; il cellulare poi uccide un numero impressionante di persone ogni santo giorno intente nei selfie come ultimo atto della propria vita terrena; discorso analogo per internet che fornisce una quantità di informazione prima impensabile e libera ne senso che puoi attingere ad una varietà di fonti sterminata e farti una idea assolutamente originale, cose prima impossibile;
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