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04/03/24 ore

Vuoto di Thomas Lange alla galleria Volume!


  • Giovanni Lauricella

 

Vedendo le mostre di arte contemporanea non mi capita spesso di rimanere così fortemente impressionato  come mi è successo  recentemente percorrendo le sale della galleria Volume per la mostra intitolata  Vuoto, il nuovo lavoro dell’artista Thomas Lange, ex- giovane selvaggio degli anni ’70 dell’ex- Berlino ovest, realizzata in collaborazione con Davide Sarchioni.

 

In pratica la tematica su cui Thomas Lange ha creato le sue opere vuole richiamare, secondo la filosofia greca, il  vuoto prima della creazione del Cosmo, fatto di materia informe e rozza, il Caos laddove il Demiurgo attinge per creare il mondo ordinato ovvero Kosmos...

 

Distanziandomi da quello che ho letto e sentito dire sulla mostra, come del resto avevo preannunciato a Davide Sarchioni e a Thomas Lange - che avuto la fortuna di incontrare prima dell’inaugurazione - rilevo che promana da tutta l’esposizione la figura dell’artista medium, l’artista cioè che trasferisce nell’opera d’arte quello che il mondo gli fa sentire, provare e ragionare.

 

Quello che ho notato subito dopo essere entrato da Volume era il colore rosso sangue che veniva versato e schizzato dappertutto, tanto che non era difficile pensare che questa mostra tendesse al sensazionale. Sarà stata anche la sorpresa di trovarsi in uno scenario dall’impatto così potente e violento che a pochi metri dall’inizio del percorso già ero travolto dalla drammaticità che avevo intorno: è veramente una mostra dal contenuto cerebrale ma che ti colpisce come un pugno sulla pancia.

 

Con questo non voglio dire che gli altri artisti si tengono al di fuori della realtà di questo momento storico, voglio solo dire che in questa mostra si avverte molto "l’intorno" che ha l’artista e quello che noi oggi abbiamo. Parlo di quello che passa nei media e di quello che se non si è fortunati potrebbe capitarci, la minaccia della violenza, della morte, della fine di tutto.

 

Quello che mi ha "preso" dell’installazione di Thomas Lange, che impegnava tutto lo spazio della galleria, è la sua "contemporaneità",espressa con una tale immediatezza che mi ha lasciato quasi sbigottito, se per "contemporaneità" si intende il degrado umano nel quale ci troviamo.

 

Percorrendo l’itinerario della mostra ho visto un susseguirsi intenso di immagini tanto da sentirmi calato dentro un film documentario sulle tragiche controversie che si trova ad affrontare l’umanità del XXI secolo, colta nella sua più nuda crudeltà.

 

Teste mozze, sangue che in abbondanza imbratta pareti e pavimento, simboli religiosi disordinatamente sistemati che in maniera irriverente fanno da eco a tutto il caos che l’impatto della mostra crea.

 

Un mondo da aborrire, un mondo da cui lo spettatore viene fuori "male". Con questo esulo da argomenti moralistici, ma la potente immagine complessiva che la mostra crea e comunica mi è sembrata molto interessante ed efficace: insomma uno "spettacolo" duro, cui vi invito ad assistere.

 

Vuoto

di Thomas Lange

Curata da Davide Sarchioni

Galleria Volume!

Via San Francesco di Sales

Dal 21 novembre 2014 al 16 gennaio 2015

 

 


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