Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

21/09/17 ore

Umbria Jazz Winter, il ricordo di Sinatra e le ultime dal Jazz contemporaneo



di Vincenzo Basile

 

Alla 23.ma edizione di Umbria Jazz Winter, iniziata, iniziata il 30 dicembre 2015 e conclusasi il 3 gennaio 2016, al teatro Mancinelli di Orvieto, non poteva mancare l’omaggio riservato a Frank the Voice Sinatra, nel centenario della sua nascita. È toccato a Kurt Elling, forse il suo più noto estimatore e interprete, il grande onore e l’immenso onere di un’impresa tutt’altro che facile.

 

E infatti anche grazie all’orchestra composta dal quartetto del crooner, rinforzata da 17 tra i più valenti jazzisti sulla piazza italiana e all’ utilizzo fedele degli arrangiamenti originali di Nelson Riddle, che lo spettacolo “Elling Swings Sinatra” ha avuto una felice conclusione.

 

Il Jazz è imperversato ovunque: per le austere vie, negli affollati caffè persino nei ristoranti tipici e non dove i musicisti hanno scaldano anima, corpo e strumenti, per il loro piacere e quello degli avventori, in attesa del concerto a seguire nei luoghi deputati.

 

 

 

La serata clou è stata certamente quella del Duologue, come amano definire la performance i suoi due protagonisti, Steve Wilson al sax e Lewis Nash alla batteria.

 

Insieme da una decina d’anni, i due musicisti usano offrire una rivisitazione celebrativa dei grandi maestri del Jazz che consiste nei loro personali arrangiamenti degli standard più rappresentativi delle varie ere del Jazz. Data la statura artistica però il Duo non si è accontentato di proporre delle per pregevoli cover ma al contrario ha usato il motivo dei temi prescelti per lanciarsi in sofisticate elaborazioni stilistiche che impreziosiscono i pezzi fino a influenzare sulla resa contenutistica, sulle emozioni e la sensibilità degli appassionati del genere.

 

Ad esempio di  Jitterbug Waltz di Fats Waller, persiste solo l’orecchiabile melodietta. È seguito un godibilissimo fraseggio che serve a chiarire subito quanto la scelta dei brani sia solo un pretesto per la loro elegante, raffinata riproposta.

 

Già più arduo riconoscere, sotto le mentite spoglie di Monk Medley-part 1, la celebre Ask Me Now, magistralmente reinterpretata già da Keith Jarret, Joe Henderson, Freddie Hubbard e Mc Coy Tyner e oggi trasposta in una serie di rarefazioni ritmiche personalissime.

 

Monk Medley-part 2 rivela invece una  Bright Mississippi di cui rimane l’essenza melodica, trasformata in uno Scherzo a quattro mani dove batteria e sax si scambiano i ruoli per mostrare ciò che nell’originale rimane tra le righe dello spartito ma che dal palco fluisce in forma di risonanze armoniche che ricordano solo alla lontana l’opera del grande Thelonious.

 

Subito dopo è la volta di Duke Ellington con una versione vispa e sfrenata di Caravan mentre The Mooke, spogliata dello swing e avvolta in un look minimalista, viene così riscritta e consegnata al terzo millennio. Anche qui i due hanno giocano a ricreare atmosfere ed effetti sottraendo all’originale quello che oggi risulterebbe in parte enfatico, datato.

 

 

 

Lewis Nash utilizza la batteria come un set di percussioni: con i piatti che diventano a volte triangoli o gong, i tamburi che suonano da timbales  e i bordi metallici dei tom come ogni sorta di campanacci. Virtuosismo strumentistico e talento creativo complici e calibrati fino ad arrivare a una successione di terzine sul charleston suonate con la destra a far da tappeto alla voce di Nash che con la mano libera regge, cantando, il microfono. Forse la perla della serata.

 

Un concerto Jazz che include musica dodecafonica, atonale, Futurista e  futuribile ma soprattutto, che ha presenta due grandi maestri contemporanei popolari solo tra jazzofili. Ancora ignoto il titolo del loro CD in prossima uscita.

 

120 concerti da mezzogiorno a tarda notte, 150 musicisti coinvolti, quindicimila biglietti venduti per oltre trecentomila euro di incasso, tremila spettatori paganti al giorno. Sono i numeri di Umbria Jazz Winter 2015/2016 a Orvieto.

 

 

La ventiquattresima edizione si svolgerà dal 28 dicembre al primo gennaio, dopo l'edizione estiva maggiore di Perugia (8 - 17 luglio). 

 

Anche quest’anno ha chiuso la rassegna, la tradizionale sfilata per le vie del centro della Funk Off - Big Band.

 

 

 

 

 


Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna