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06/09/26 ore

NUDA, lavoro teatrale di Chiara Pasetti sulla poetessa Antonia Pozzi. Il 28 settembre al teatro Faraggiana di Novara


  • Giovanni Lauricella

 

 

 

Nel discutere di personaggi la cui personalità travalica la loro arte, il discorso diventa complesso e difficile da afferrare. È il caso del lavoro teatrale scritto da Chiara Pasetti sulla poetessa Antonia Pozzi (Milano,13 febbraio1912–Milano,3 dicembre 1938), che visse una vita breve culminata nel suicidio. Questo tragico epilogo permea gran parte delle sue poesie e del medesimo spettacolo teatrale, ambientato nel 1938, poco prima della sua morte. 

 

Nel monologo intitolato "Nuda" l'attrice Lisa Galantini, accompagnata da una radio d'epoca, narra con intensità e coinvolgimento scenico le tormentate vicende della vita della poetessa. La narrazione è una serie di tristi difficoltà che prelude alla drammatica fine di un'esistenza infelice. La nudità simboleggia la completa esposizione dell'anima di fronte alla vita, all'amore e inevitabilmente alla morte. 

 

L'esistenza travagliata di Antonia, innamorata follemente del suo professore di latino e greco conosciuto al liceo, Antonio Maria Cervi, rappresenta un amore eterno ma non corrisposto. A ciò si aggiunge una relazione contrastata con Dino Formaggio, osteggiata dai genitori di Antonia a causa delle loro origini operaie, e un amore immaginario per un figlio mai nato, che rivive nei suoi desideri. 

 

Il titolo del monologo si ispira alla poesia di Antonia Pozzi "Guardami sono nuda" del 1929. Si potrebbe dire che l'opera teatrale, nell'intenzione di Chiara Pasetti, sia una lunga poesia interpretata con passione dall'attrice Lisa Galantini, raccontando la storia di una donna che ha conosciuto immensa sofferenza. 

 

Chiara Pasetti, dopo il successo di "Moi", si concentra nuovamente su una donna vilipesa e incompresa dalla società crudele che non accoglie i sentimenti femminili. La femminilità si trova svantaggiata dalle circostanze sfortunate e dalla solitudine di chi non riceve l'aiuto necessario. “La mia verità è dentro le mie parole” esortando condivisione, una donna triste e affranta tende la mano a coloro che comprendono la sua verità espressa nelle parole, cercando solidarietà. 

 

Il racconto precipita in un dramma tragico senza via d'uscita, simboleggiato dall'affermazione "stella brucerai," un grido di dolore e forse un avvertimento per tutte le donne che si trovano in simili circostanze sventurate. Questa toccante narrazione sulla sofferenza femminile richiede riflessione agli spettatori, attraverso l'intensa interpretazione scenica di Lisa Galantini. 

 

Da segnalare che lunedì 28 settembre è anche una giornata di studio e di dibattito sulla poetessa milanese,  alle 11,30 nell'Aula Magna Convitto Carlo Alberto, Novara (Baluardo Partigiani 6) in omaggio al professor Eugenio Borgna e ai suoi studi sulla poetessa Antonia Pozzi, Chiara Pasetti e Lucilla Giagnoni presentano “Per troppa vita” Antonia tra realtà e poesia, introduce e modera il dirigente scolastico Nicola Fonzo

 

Nonostante Antonia Pozzi sia stata una poetessa dei primi del Novecento, la sua opera rimane significativa, così come il suo ruolo di martire in un mondo ostile. Il suo percorso simbolizza le sfide difficili affrontate da molte femministe e dal movimento in generale.

 

l lavoro teatrale Nuda, nel suo insieme, si dimostra un efficace mezzo per stimolare la riflessione su temi legati alla condizione femminile. 

 

 

 

Nuda

 

Lunedì 28 settembre ore 21

monologo scritto da Chiara Pasetti 

interpretato da Lisa Galantini 

con la regia di Alberto Giusta 

voci di Massimo Popolizio, 

musica e scenografia di Valentina Amandolese, 

costume sartoria di Clauds Morene.

Teatro Faraggiana di Novara

 

 


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