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09/08/22 ore

Nozze gay, quel 'no' che lacera la Francia



L'amore omosessuale trionfa a Cannes e infuoca Parigi. Mentre infatti la giuria della 66esima edizione del festival cinematografico d'oltralpe premiava il regista franco-tunisino Abdellati Kechiche per il suo 'La vie d'Adele', incentrato su una storia tra due donne, la capitale francese diventava teatro di violenti scontri tra le forze di polizia e l'agguerrito fronte del 'no' alla legge sulle nozze e le adozioni per le coppie gay, già promulgata il 23 aprile scorso.

 

Un milione di cittadini francesi, dicono gli organizzatori – 150.000 secondo la polizia – si sono riversati per le strade di Parigi nella giornata di domenica, divisi in quattro cortei partiti da punti diversi della città e confluiti poi tutti insieme sulla spianata des Invalides, per protestare contro il provvedimento più contestato del governo Hollande.

 

Sono stati 4500 gli agenti schierati per evitare che si ripetessero i tafferrugli delle precedenti occasioni ma al termine della manifestazione, organizzata dal collettivo 'Manif pour tous' e dal movimento degli integralisti cattolici di Civitas, la situazione è esplosa: mentre gli ultimi dimostranti chiudevano la sfilata sulle note di 'Je ne regrette rien', alcuni “estremisti di destra” hanno scatenato una vera e propria guerriglia urbana sotto la Torre Eiffel a colpi di bottiglie, sassi e transenne.

 

Il nemico: la polizia e i giornalisti, accusati di “collaborazionismo” con quella “dittatura socialista” che ha minato nel profondo la sacralità della famiglia 'tradizionale', fondamento della società. Alla fine della notte, saranno 293 le persone fermate – per 231 il fermo potrebbe tramutarsi in arresto - 36 i feriti, di cui 34 poliziotti.

 

Una 'degenerazione' che, almeno nelle parole di Frigife Barjot, leader dell'opposizione alla legge sui matrimoni omosessuali che ieri non è scesa in piazza, non avrebbe più senso, considerata l'impossibilità che la norma venga ritirata: “Il tempo delle manifestazoni - ha spiegato Barjot – è finito. Vi propongo ora il fururo per tutti”.

 

Ma la Francia rimane ancora lacerata e da entrambe le parti si attende col fiato sospeso la celebrazione delle prime nozze gay, previste mercoledì prossimo a Montpellier.


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