Tra il 21 e il 25 agosto 2014, almeno 25 palestinesi sospettati di collaborazionismo con Israele sono stati fucilati nella Striscia di Gaza.Tre presunti collaboratori sono stati giustiziati il 21 agosto, lo stesso giorno in cui Israele ha ucciso tre alti comandanti di Hamas.
Il 22 agosto Hamas, ha fucilato altri 18 "collaboratori", tra cui diverse persone arrestate in relazione all’uccisione dei tre comandanti di Hamas. Undici uomini sono stati messi a morte da un plotone nel cortile del carcere di al-Katiba nella zona ovest della città di Gaza dopo essere stati condannati a morte da tribunali di Hamas, ha segnalato Globe and Mail.
Un testimone e media legati a Hamas hanno detto che uomini armati e mascherati hanno ucciso altri sette sospetti informatori nei pressi di una moschea nella città di Gaza alla fine della preghiera di mezzogiorno, ha riportato l’Associated Press. Un pezzo di carta inchiodato al muro della moschea ha esplicitato che i sette avevano fornito al nemico informazioni su gallerie, case e luoghi in cui si tenevano i razzi, che sono stati poi bombardati causando la morte di molti combattenti di Hamas. "Di conseguenza la sentenza del tribunale rivoluzionario è stata eseguita", era scritto nel pezzo di carta.
Il 25 agosto, Hamas ha continuato con le sue esecuzioni di "collaboratori", uccidendo altri quattro palestinesi sospettati di spionaggio a favore del nemico israeliano. Militanti di Hamas mascherati li hanno fucilati nel cortile di una moschea nel campo profughi di Jabaliya.
I 25 palestinesi sommariamente giustiziati non sono stati identificati, ma sarebbero tutti persone arrestate o condannate per collaborazione con Israele. Al Majd, un sito web gestito dal Servizio di Sicurezza Interna del Governo di Hamas, ha avvertito che in futuro i collaboratori sarebbero stati processati e giustiziati sul campo, non in palazzi di giustizia, a fini di deterrenza.
L’Autorità Palestinese, che controlla la Cisgiordania, ha denunciato come "extra-giudiziarie" le esecuzioni di presunti collaboratori. L’Ufficio del Presidente Abu Mazen ha condannato Hamas per non aver rispettato tutte le procedure legali previste in questi casi.
(Fonte Nessuno tocchi Caino news)
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L’editoriale del numero 88 di Quaderni Radicali “Oltre l’Onu di vetro” del dicembre 2004 così partiva: “È necessaria una organizzazione internazionale nella Comunità degli Stati? Insomma è necessario l’Onu? Questo è il punto politico …La risposta non può che essere che le Nazioni Unite sono più che mai necessarie in questo tempo storico-politico, in questi equilibri/squilibri internazionali…”. Ma l’Onu, così come è oggi, si presenta paralizzato e paralizzante, con limiti strutturali e organizzativi, pieno di anacronismi e ambiguità, che annullano il fondamentale ruolo di indirizzo e di governo del mondo… Leggere la vicenda della signora Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu sui territori palestinesi, sottraendosi ad un rilettura sulla lunga parabola di crisi e di contraddizioni delle Nazioni Unite, sulle logore strumentalizzazioni di coloro che più che istruire e relazionare in modo corretto sulle questioni, dimenticando che la legalità e la verità (per quanto accompagnata da drammatiche e indiscusse realtà umane sottoposte a sofferenze) non può risiedere in un confuso e vago pastrocchio di regimi autoritari e assassini o in gruppi terroristici che formano tutti insieme anche il nucleo centrale di commissioni Onu parossisticamente delegate ai diritti umani… In questo numero del Podcast di Agenzia Radicale, Antonio Marulo chiede al direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa di dare una sua interpretazione sul perché il caso della signora Francesca Albanese è perfetto per queste NazioniUnite e per la crisi strutturale del pur necessario Palazzo di vetro…
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A cosa serve il sindacato se la CGIL scende in piazza per Maduro e Landini ne spara una delle sue. L’Iran libero dal regime islamico non affascina i "paladini" dei diritti e delle libertà. Il fronte del No alla separazione delle carriere dei magistrati è già in campagna elettorale. Fa discutere la propaganda dell’ANM. Di tutto questo, nel podcast di Agenzia Radicale, Antonello Marulo discute con il direttore Giuseppe Rippa…
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