Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

09/08/22 ore

India, contro lo stupro delle “intoccabili”



Ne hanno parlato i media internazionali. Si tratta di una brutta storia che viene dai luoghi tanto cari all’uomo stressato occidentale: quell’India delle mille contraddizioni, che ha ancora molto da migliorare in tema di diritti umani

 

Come ricostruisce Amnesty International, il 30 luglio 2015, il consiglio - non eletto e formato da soli uomini - di un villaggio del distretto di Baghpat, nell'Uttar Pradesh, nord dell'India, ha ordinato che una donna e sua sorella adolescente, appartenenti alla casta sociale più bassa dei Dalit (intoccabili), siano violentate e poi costrette a sfilare nude con le facce annerite, come punizione per le azioni del fratello, reo di essere fuggito con una donna appartenente a una casta superiore, che il mese prima era stata costretta a un matrimonio forzato con un uomo appartenente al suo stesso rango sociale.

 

Prima della sentenza ritorsiva le due sorelle - Meenakshi Kumari, 23 anni, e sua sorella quindicenne e la loro famiglia erano già fuggite dal villaggio e si trovano ora a Delhi, e il 5 agosto hanno presentato alla Corte Suprema indiana una richiesta di protezione per poter tornare nella loro casa. La famiglia è, inoltre, preoccupata per la sicurezza della donna Jat che è fuggita con il fratello, il quale sostiene che la donna sia incinta di suo figlio.

 

Il padre di Meenakshi Kumari ha presentato una denuncia presso la Commissione nazionale dei diritti umani e la Commissione nazionale per gli intoccabili, che si occupa delle vessazioni da parte della polizia e delle famiglia di casta dominante.

 

Il 18 agosto, la Corte suprema ha ordinato alle autorità dell'Uttar Pradesh di rispondere entro il 15 settembre alla richiesta presentata.

 

I consigli di villaggio non eletti o khap panchayats sono diffusi in alcune zone dell'India e, di solito, sono composti da uomini anziani appartenenti a caste dominanti che prescrivono regole per il comportamento sociale e l'interazione nei villaggi. Essi sono noti per le violente punizioni sessuali che impongono contro le donne.

 

Nel 2011, nel caso di Arumugam Servai vs Stato del Tamil Nadu, la Corte Suprema dell'India ha definito i panchayats 'tribunali illegali' e, di conseguenza, anche i loro decreti. Tuttavia, in alcuni stati questi organi operano ancora e i loro ordini continuano ad essere eseguiti. Nell'aprile 2014, il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne ha espresso preoccupazione per l'influenza che i panchayats khap continuano ad avere. (fonte Amnesty International)

 

 


Aggiungi commento