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17/10/19 ore

Testamento biologico, la sfida meneghina


  • Federica Matteucci

Work in progress a Milano e Roma per il testamento biologico. Se nella capitale, infatti, testamento biologico è al centro di uno degli otto referendum cui è attualmente possibile apporre la propria firma nell’ambito dell’iniziativa Roma Sì Muove, a Milano, in attesa dell’imminente approvazione da parte della giunta di Milano del “Piano di zona” e con esso della Carta dei diritti del malato, elaborati dall’assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino, si riapre il dibattito sulla spinosa questione del fine vita.

 

Viene ora ribadita l’importanza di una “concezione della salute che rimetta al centro i cittadini”, come ha spiegato Majorino, e di quel diritto individuale – espresso al punto 13 dei suddetto documento - “di esprimere le proprie volontà rispetto al rifiuto dell’’accanimento terapeutico’ e del prolungamento forzato della ‘vita’ in condizioni di coma irreversibile o di disagio estremo”.

 

Sull’esempio di Modena e Torino, dove il registro comunale dei testamenti biologici è già una realtà, anche Milano, che di recente ha compiuto passi in avanti verso il riconoscimento dei diritti civili - a breve, infatti, vedranno la luce nel capoluogo lombardo il registro per le “coppie di fatto” e uno sportello ad hoc per le discriminazioni legate all’orientamento sessuale, all’identità e all’appartenenza di genere –, sta pensando di istituirne uno. Poco più di un mese fa sempre nel capoluogo lombardo il testamento biologico era “sceso in piazza”.

 

Grazie a un’iniziativa voluta dall’Associazione Luca Coscioni, A buon diritto onlus, e dal Comitato Milano RadicalMente Nuova a tutti i cittadini interessati era stata data la possibilità di far autenticare il proprio testamento biologico ed era stata indetta una raccolta firme volta a istituire con una delibera di iniziativa popolare il registro comunale dei testamenti biologici. In quell’occasione Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e Consigliere comunale “Radicale – Federalista europeo” a Milano aveva definito l’iniziativa un “segnale importante” che partendo da Milano avrebbe potuto contagiare anche altri capoluoghi italiani.


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