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18/08/19 ore

La morte di Loris D’Ambrosio. Il dolore di Napolitano e la "cultura" dell’insinuazione


  • Giuseppe Rippa

Si può comprendere lo stato d’animo e la profonda amarezza e inquietudine che attraversano il cuore del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che, nell’apprendere della morte per infarto del dottor Loris D’Ambrosio, si è espresso con una fermezza pari al suo acuto dolore.

 

Il suo consigliere giuridico era stato nelle ultime settimane oggetto di una aggressione che ha spinto la massima autorità dello Stato a sottolineare quanto “ … atroce fosse il rammarico per una campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose cui era stato di recente pubblicamente esposto, senza alcun rispetto per la sua storia e la sua sensibilità di magistrato intemerato, che ha fatto onore all’amministrazione della giustizia del nostro Paese”.

 

Parole durissime che portano a riflettere, considerando che tra coloro che si sono spinti contro il Presidente della Repubblica vi è il capo dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro che sul drammatico evento ha affermato: “ … Esprimiamo cordoglio e rispetto per la morte improvvisa del dottor Loris D'Ambrosio ma respingiamo con fermezza al mittente ogni strumentalizzazione che ne viene fatta, quasi a voler far credere che la colpa sia di chi ha criticato il suo operato e non di chi ha tentato di sfruttare il suo ruolo”. Con ciò confermando, al di là delle parole di circostanza, che il suo durissimo attacco è proprio contro il Quirinale, il suo legittimo rappresentante, i suoi consiglieri.

 

In molti sono intervenuti e non è il caso di ripercorrere le dichiarazioni che si sono sprecate nel riconoscere al magistrato morto le sue qualità di “infaticabile e lealissimo servitore dello Stato”. Ma restano, pure in un momento così drammatico, alcune riflessioni da fare.

 

Se il Presidente Napolitano, nella sua dichiarazione a caldo, è stato così categorico nel voler richiamare “ … la campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni”, qualcosa dovrà pure dire. Se una magistrata come Ilda Boccassini ha voluto, in una intervista al TG7, ribadire che “ … D’Ambrosio ha salvato l’integrità della magistratura eppure è stato oggetto nelle ultime settimane di attacchi ingiusti e violenti”, qualcosa dovrà pure significare.

 

Bisognerà riflettere, quando sul piano psicologico si sarà placato l’impatto della morte improvvisa e inattesa del sessantaquattrenne consigliere giuridico del Colle, sul significato di quello che sta accadendo. A noi viene il ricordo di quanto proprio Ilda Boccassini pronunciò subito dopo la strage di Capaci “ … Voi avete fatto morire Giovanni Falcone … Voi lo avete infangato. Voi diffidavate di lui. E adesso qualcuno ha pure il coraggio di andare ai suoi funerali … “. E quanto il giudice Paolo Borsellino – prima di essere anch’egli barbaramente ucciso – aveva affermato “ … c’era chi aveva paura che Falcone diventasse ministro dell’Interno o superprocuratore…”.

 

Si è vero, si tratta di situazioni profondamente differenti, ma nutrite dalla stessa dialettica e dallo stesso stile all’insinuazione. Ma non si riesce a dimenticare quando proprio su “La Stampa” il 6 settembre 1991, Giovanni Falcone doveva difendersi dalle parole corrosive di chi lo “ … accusava di aver nascosto le prove sui legami tra mafia e politica e … di essersi fermato alla soglia del ‘terzo livello’ …”.

 

Questi sono i casi della vita. - rispondeva Falcone – Mi ero accorto da tempo che non tutti condividevano il mio operato, ma sinceramente non credevo si arrivasse al punto di accusarmi di seppellire le indagini … “.

 

Beato Paese, il nostro – scriveva Pirandello – dove certe parole vanno tronfie per via, gorgogliando e sparando a ventaglio la coda, come tanti tacchini”. …


Commenti   

 
0 #1 franco 2012-07-28 18:01
CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA!
d'altra parte i sinistri e loro compari, hanno escogitato tanti teoremi, insinuazioni contro l'odiato nemico, pur scelto dal 'popolo sovrano' -BUE: è nel loro DNA, considerare gli avversari dei 'nemici del popolo' da annientare!
non ultimo lo scherzetto in salsa bulgaro di fare decadere il suo legittimo governo, sostituito con questo nefasto esecutivo di sicari finanziari delle cupole mafio-sioniste- massoniche BCE-BILDERBERG, che ha generato danni e sofferenze ben maggiori a noi sventurati sudditi, quelli che soppravivono con il proprio lavoro, sempre + depredati da questa fiscalità di rapina!
riscattiamo la dignità di uomini liberi e coscienti e così la svenduta sovranità monetaria da parte di questi partiti-canaglia:
SOVRANITA' CHE APPARTIENE AI POPOLI, NON AI DEMONI BURATTINAI E AI LORO SERVI PAPPONI-BURATTINI!
a tanto pattumepartitokratico:
DUCE RISORGI!
CHE TI PERDONIAMO!
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