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26/09/18 ore

La società e la sua rappresentazione virtuale


  • Roberto Granese

A Casaleggio figlio, il quale ritiene che una persona per esistere deve poter bere, respirare, informarsi, spostarsi e collegarsi alla Rete, Francesco Merlo ne la Repubblica del 9 agosto scorso scrive che “… senza sottovalutare il Web, c’è qualcosa di ossessivo e di estremista nell’anteporre il collegamento alla Rete a molti diritti proclamati dalla Dichiarazione universale: dall'uguaglianza alla libertà personale, dalla proprietà privata alla presunzione di innocenza. E prima della Rete ci sarebbero anche tanti diritti del cittadino elencati nella nostra Costituzione, dal diritto al voto alla libertà religiosa al diritto alla Salute…”. 

 

Il tema è di stretta attualità. Agenzia Radicale e Quaderni Radicali dedicano molta attenzione alla nevralgica questione per il carattere fanatico che l’approccio della Casaleggio associati contiene.

 

Di seguito vi è la trascrizione del breve intervento che Roberto Granese, webmaster militante a titolo gratuito dei nostri siti, ha fatto sull’argomento alla presentazione del libro “l’altro Radicale. Essere liberali senza aggettivi”di Giuseppe Rippa con Luigi O. Rintallo (Guida editori). Libro che nell’ultima parte ripropone una lettura del Web, della sua utilità e dei possibili rischi che potrebbe sottendere. L’intervento è una rilettura critica dell’argomento …

 

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Buonasera. Rispondo alla sollecitazione di Giuseppe Rippa, per quanto riguarda il mio specifico, di un piccolo approfondimento a riguardo di ciò che si accennava nell’ultimo capitolo del suo libro a proposito della relazione reciproca tra la società e la sua rappresentazione virtuale; come si declina questa correlazione, quanto è effettivamente solida e cosa genera, in questo ambito, determinate distorsioni ed estremizzazioni.

 

Che succede fondamentalmente quando parliamo di social media come mezzo di comunicazione?

 

L’argomento è stato affrontato spesso in molti ambiti di discussione e quello che è il meccanismo di analisi ed utilizzo dei big data per lo più ovviamente a scopi predittivi sia da un punto di vista commerciale e finanziario (analisi in tempo reale dei trend o dell’accoglienza di determinate campagne di marketing ad ogni livello, analisi dell’accoglienza di determinate politiche, classificazione e targetizzazione della popolazione online, previsione dei comportamenti di spesa e di investimento, ecc. ) ha una ricaduta anche da un punto di vista di orientamento del comportamento delle persone sul web perché ovviamente gli algoritmi di selezione a base marketing travalicano il loro scopo e polarizzano le opinioni.

 

Cosa avviene in sostanza? Avviene che i contenuti vengono selezionati automaticamente in base alle preferenze gli individui ed alle loro conoscenze ed esternazioni e questo crea, necessariamente, che tu all'interno della tua rete non riuscirai mai a vedere qualcosa che non sia “coerente con la tua profilazione” e, quindi, in un qualche modo a te suggerito dall'algoritmo perché tu sei tu… quindi ti aiuta ad essere, se vogliamo, una versione estremizzata di te con tutte le tue determinate posizioni estremizzate; da qui all’utilizzo per polarizzare, in modo guidato, le opinioni, dal Russiagate, a Cambridge Analitica, passando per innumerevoli altri casi il passo è breve.

  

Il quadro della società dipinta sul Web che ne viene fuori è ovviamente un quadro iper-reale a tinte anormalmente accese: se noi volgiamo, in questo quadro, il nostro sguardo al punto di vista del singolo individuo sul web vediamo che il suo colore (orientamento) diventa sempre più acceso (estremizzato) perché è auto-polarizzato come spiegato, contemporaneamente se invece allarghiamo lo sguardo con un approccio analitico-sistemico all'intero gruppo ci accorgiamo dell’accostamento di tinte a più forte contrasto ovvero la società risulta molto più frammentata, estremizzata e molto più diciamo in conflitto di quanto effettivamente poi non sia realmente.

 

Aggiungiamo poi che questa rappresentazione viene filtrata e riproposta tramite il meccanismo mediatico e questo comporta un effetto di amplificazione per cui un ulteriore parte della popolazione, che sul web magari non ha partecipazione attiva e/o consapevole, ne diventa in un certo senso vittima e amplifica ulteriormente questa polarizzazione fino a portarla poi nella società reale… un po’ come una profezia che si auto adempie.

 

Un’altra problematica implicazione di questo meccanismo è la banalizzazione/criminalizzazione delle élite/expertise ovvero che le opinioni in generale degli esperti sono frustrate in modo totale o completamente ignorate per due ordini di motivi:

 

- per il motivo banale che si tende a diventare autoreferenziali (la totale disponibilità di supporto alla veridicità di qualsiasi opinione, la sovrapproduzione di informazioni discordanti e la incapacità di analizzarle in modo sistematico, sia livello diacronico che sincronico, degli utenti del web li rende autoproclamati esperti di qualsiasi materia);

 

- perché anche in questo modo si tende a dividere il mondo in “noi”,frustrati, polarizzati ed autodeterminati come individui, e il resto del mondo contro di noi. Il resto del mondo in cui viene percepita una parte decidente fuori da noi e una parte che quelle decisioni subisce in modo iniquo e senza aver potuto determinarle.

 

Questo genera uno squilibrio di percezione per cui si crea l’idea dell'élite che non sono più una selezione in base alle capacità delle persone, ma qualcosa di negativo che non ha nessun diritto di parlare delle proprie competenze più di qualsiasi altra persona che sul web…

 

Anche da qui vengono poi le distorsioni del genere del discorso di Casaleggio sull’inutilità del Parlamento perché a quel punto succede che ogni persona, in seguito a questo meccanismo di “polarizzazione autoreferenziale” è convinta di avere la possibilità reale di poter decidere su tutto meglio di tutti e quindi, necessariamente, non c'è più bisogno di expertise né tantomeno di rappresentanza.

 

Questo genera, oltre che un chiaro rischio per la democrazia, la distruzione dell'élite per quelle che sono e della possibilità di riproduzione delle stesse poiché essere un esperto diventa pericoloso ed ingiusto - perché significa essere un bersaglio o un criminale - come lo è diventato fare politica od occupare un qualsiasi ruolo di responsabilità e/o potere nella società…

 

Vivere all'interno di questo sistema di amplificazione delle sensazioni falsa completamente il giudizio obiettivo per cui ogni grado di libertà percepito all'interno della società è fondamentalmente fittizio e può diventare il bandolo di una matassa infinita che non è possibile sbrogliare…

 

(immagine da alessandroceci.eu)

 

 


Commenti   

 
0 #9 ilSocialsta 2018-08-13 11:18
funniona così dai tempi delle piramidi, quando i faraoni provvedevano a cancellare colle calpello il web del tempo ovvero le iscrizioni lapidee; niente di nuovo sotto il sole
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0 #8 ilSocialsta 2018-08-13 11:15
il cicaleccio del web genera una cultura informale di massa che smaschera la vulgata imposta dai media ufficiali e dal potere globale; mostra come globalizzazione abbia generato interi strati di perdenti precarizzati ed impoveriti in confronto al XX secolo; è ovvio che questa narrazione dia fastidio e si cerchi in qualche modo di contenerla e dominarla nei piani alti.
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0 #7 ilSocialista 2018-08-13 11:09
questa cultura informale contrasta con quella ufficiale di cinema, televisione, saldamente in mano al potere finanziario e sostanzialmene prona e conformata.
Casaleggio se non afferra questi processi storici e sostanziali rischia di dire delle stronzate senza senso nè proiezione futuristica.
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0 #6 ilSocialista 2018-08-13 11:05
già con la fine del secolo XX il ciclo storico ha cominciato ad invertirsi; al mutamento dei processi produttivi con la fine del fordismo e l'introduzione della automazione ha corrisposto l'avvento di una classe di potere globalizzata e finanziarizzata e sempre meno legata alle masse della propria area geografica di origine; queste nuove elites del XXI secolo hanno imposto l'ideologia neoliberista e hanno un potere finanziario tale da poter interferire direttamente nelle regole economiche, nella solidità finanziaria e nella vita democratica dei vari paesi; ora se le nuove tecnologie
hanno a conribuito fortemente allo strapotere di queste classi in quanto hanno consentito l'internazional izzazione e la velocizzazione delle transazioni finanziarie, dall'altro fornito alle masse liquidate un mezzo sostanzialmene impotente ma comunque democratico e fastidioso come quello del web, in grado di amplificare il il consueto antico cicaleccio storico e produrre cultura "incontrollata"
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0 #5 ilSocialista 2018-08-13 09:48
l'industrualizz azione di massa non poteva non comportare la democratizzazio ne delle società per motivi intrinseci; la democratizzazio ne ha visto il suo apogeo nella seconda metà del XX secolo che ha visto ovunque nei paesi occidentali uno straordinario miglioramento delle condizioni di vita, riduzione spiccatra delle diseguaguaglinz e una vita democratica di massa organizzata, accesa e partecipata, un sostanziale ottimismo e visioni del futuro molto positive e di ampio raggio;
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0 #4 ilSocialista 2018-08-13 09:30
le società ottocentesche erano ancora molto elitarie; per esempio c'è la vulgata che gli Stati Uniti siano nati come "democratici"; manco per il cavolo, era una democrazia ristretta di fatto ai benestanti, agli alti e medi borghesi, la gran parte delle persone ne era di fatto esclusa; il concetto di democrazia "popolare" venne con Lincoln col famoso discorso «del popolo, dal popolo, per il popolo». Lo sdoganamento delle masse nel corso del secolo XX e l'avvento del suffragio universale sono state un accidente della Storia dovuto a motivi economici contingenti di rapporti di produzione: l'industrializz azione, soprattutto nella sua versione finale fordista mettevano nella masi anche degli ultimi un potere produttivo notevole mai visto prima dai contadini.
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0 #3 ilSocialista 2018-08-13 09:08
per quanto riguarda la expertise dei politici e delle elites, è sicuramente importante, anche se il significato ed il senso della cosa è mutato storicamente varie volte; in epoca medievale vigeva una segregazione di classe delle elites nobiliari feudali e la expertise che veniva richiesta era quella militare; i nobili erano quelli che sapevano fare la guerra a cavallo; tenuto conto che la cosa richiedeva una addestramento fin dalla tenera età e che il mantenimento del cavallo era estremamente costoso, era naturalmente un privilegio per pochi orgogliosi; di sicuro l'avvento delle armi da fuoco mise una potenza offensiva nelle mani dei molti e contribuì alla "massificazione " della importanza bellica ed all'avvento della classe borghese.
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0 #2 ilSocialista 2018-08-13 08:55
trovi che scritto che il Tizio è fatto cornuto da Caio e che la schiava Edonè scopa alla grande; su un muro c'è persino scritto in un attimo di consapevolezza "mi stupisco che il muro non sia crolalto sotto il peso delle stronzate che ci sono sopra". Il flusso dei pensieri ordinari dell'umanità non è gran chè cambiato nel corso degli ultimi 5000 anni; anche al tempo di Pompei esistevano fazioni politiche ed esistevano gruppi sociali ed anche etnici; come saprai Roma mandava dei suoi cittadini in giro per l'impero a colonizzare e la convivenza con gli autoctoni non sempre era idilliaca; tra coloni romani e autoctoni sanniti esistevano dei contrasti politici pur essendo popoli italici certo non molto dissimili; si può immaginare che gli italici tendessero ad essere socialmente predominanti.
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0 #1 ilSocialista 2018-08-13 08:44
Complimenti per la buona intenzione aver tentato di affrontare un tema sociologico di un certo interesse; amico mio, il web non è altro che la forma postmoderna ed elettronica di quello che nelle società di ogni tempo è sempre successo; il mormorio e dil cicaleccio delle masse; prima avveniva in forma verbale nelle piazze, nelle osterie, nelle chiese, nelle case, affisso ai muri; ora avviene col PC; và a Pompei e guarda cosa c'è scritto sui muri, il web dell'epoca; trovi una quantità di parolacce, di oscenità, di improperi; trrovi pure la pubblicità elettorale, vota questo, vota quello ". i sostenitori di Ovidio Veientone rivolsero un appello: "votalo come edile, lui ricambierà" già nella Roma antica voto di scambio e clientes erano la norma
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