20/01/19 ore

Anno nuovo, vita nuova?


  • Silvio Pergameno

Anno nuovo, vita nuova: anno nuovo ce lo dice il calendario, vita nuova … è un po' tutto da vedere, perché stampa e media danno in genere l’impressione di una sorta di prudente wait and see, prima di assumere una posizione.

 

La novità ovviamente riguarda le nuove forze politiche che il 4 marzo scorso hanno vinto le elezioni, nell’assenza ormai consolidata delle forze politiche tradizionali, con l’eccezione del Partito Democratico e dintorni, peraltro alla ricerca di una nuova prospettiva, sulla quale… ricalibrarsi, sia pure attraverso percorsi abbastanza incerti.

 

L’attenzione è, ovviamente, concentrata su cosa fanno SalviniDi Maio, tenuti insieme da una assoluta necessità di collaborazione, che va al di là delle singole azioni di governo, anche se tra 5 Stelle e Lega esistono contrapposizioni di fondo, tali da poter dar vita a due partiti separati e in lotta tra loro.

 

E questa è un’evoluzione che sta maturando e viene registrata dalle indagini sulle tendenze elettorali, che vedono la Lega in crescita e il M5S a rimorchio e sempre più in difficoltà; tra l’altro proprio in questi giorni Di Maio è incorso in due errori rilevanti: da un lato l’aver espresso una vicinanza troppo prossima con i gilets jaunes, che gli guasta quella parte dei suoi elettori che lo hanno votato o nella speranza di qualche beneficio marginale (tanti antifornero, ad esempio) o solo in adesione a quella tendenza genericamente contraria all’ancien régime, ma sostanzialmente benpensante; dall’altro il non essersi opposto alle trivellazioni nel mar Ionio, che ha scatenato gli oppositori duri e puri, i grillini delle origini e tutti quelli che non hanno dato credito neppure alla scissione del PD di due anni fa.

 

Quanto alle debolezze dell’opposizione, o meglio delle opposizioni - perché ce n’è una di destra e una sinistra - è presto detto: la prima potrebbe essere più attiva, perché è più omogenea (Forza Italia Lega hanno le stesse basi, mentre Fratelli d’Italia va avanti un po' a esaurimento), se non fosse per il fatto che è paralizzata dal famoso contratto di governo (Lega M5S), mentre quella di sinistra il problema interno ce l’ha ancora davanti.

 

Soprattutto i governi Renzi Gentiloni, infatti, hanno assunto una posizione piuttosto di centro sinistra, espressa soprattutto dalla riforma istituzionale mirante sostanzialmente a superare il regime di fatto assemblearistico che aveva portato al crollo della prima Repubblica; ma tale riforma, approvata in Parlamento, non fu poi convalidata dal referendum (istituzionale) del 2016, promosso dagli avversari.  

 

A questo referendum seguì una scissione nel PD, che dimostrava come questo partito non avesse superato il vizio di origine, del quale abbiamo parlato cento volte su questa Agenzia: il PD è nato sostanzialmente  da una confluenza dei postcomunisti e dei postdemocristiani di sinistra, cioè è stato ancora un frutto del compromesso storico degradato e inutile del 1976, che fu la consacrazione del lungo e va via degradato percorso avviato da Togliatti con il dialogo  con i cattolici (un progetto assurdo per noi liberali, ma che comunque aveva un respiro e una dignità storico-politica).

 

Ci sarà un congresso del Partito Democratico e c’è da augurarsi che arrivi prima delle elezioni europee del prossimo maggio. Chi scrive è sempre stato dell’avviso che il PD con il M5S un conto aperto ce l‘abbia: le contraddizioni in cui oggi questo Movimento versa sono la prova del fatto che stare all’opposizione è molto diverso che stare al governo…. Vedere tra l’altro il Mellini di ieri….

 

 


Commenti   

 
0 #4 ilSocialista 2019-01-10 01:39
e poi una conflittualità sociale che, al di sotto la confusione e le rissosità verbali dei politici, si è totalmente azzerata; pur nelle sue stridenti diversità (nessun paese europeo ha come noi una parte del territorio che produce esattamente la metà di un altro, praticamente due nazioni o più in uno stato) questo paese dimostra una straordinaria coesione; una coesione probabilmente superiore a quella di altri paesi come la Francia o la Spagna; se questa strana coesione di particolarismi sia un bene o un male non si sa, però dura e ci risparmia cosette non proprio edificanti come quelle che deve vedere qual bellimbusto rampollo orgoglioso dei poteri forti che è Macron. Il malcontento, in una forma nell'altra sta per arrivare al cuore del potere europeo; e all'europa, comunque vada non converrà affatto rinnovare personaggi di infima levatura come quelli odierni nella commissione; infatti così l'europa si avvicinerebbe alla fine definitiva.
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0 #3 ilSocialista 2019-01-10 01:25
le cause di questa crisi le conoscono all'estero molto più di noi: il dover rinunciare alla svalutazione competitiva e l'ingresso sul mercato di produttori asiatici a basso costo ci ha tagliato le ali; per un paese industriale ed esportatore come il nostro è stato un cambio di paradigma a cui non ci siamo a tutt'oggi adattati o ci siamo adattati meno di altri, come dicono i dati; pur nella drammatica situazione, restano però delle caratteristiche di resilienza del paese, pure quelle ben note nel mondo; una ricchezza non indifferente basata soprattutto sugli immobili di proprietà che forse non ha eguali nel mondo;
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0 #2 ilSocialista 2019-01-10 01:15
questo fenomeno diffuso nell'occidente si somma ad una peculiarità economica tutta italiana; in pratica negli utlimi venti anni, da quando c'è l'euro e anche da prima, l'Italia non è cresciuta di un millimetro; ci siamo fermati agli anni '90 e qualcuno dice che lo saremo forse per il prossimo secolo a venire; per avere una roba del genere non basta risalire al '600 e all sua nota crisi, non basta risalire alla famosa crisi del '300 in cui però c'era notoriamente di mezzo la peste bubbonica; forse si deve risalire all'alto medioevo, all'invasione dei Longobardi e al famigerato VII secolo di cui, come è noto, ci è pervenuto solo qualche sporadico pezzo di carta perchè lo scrivere se lo erano quasi dimenticato;
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0 #1 ilSocialista 2019-01-10 01:01
amico mio, il succo del discorso è questo; il disgusto di larghe masse dell'occidente per la globalizzazione e lo strapotere della finanza è palese a tutti; si sono svolti fenomeni economici e sociali in cui alcuni hanno banchettato sul defraudamento di altri; questo fenomeno d'altro canto nella Storia è del tutto normale; solo che lo sviluppo impetuoso del dopoguerra aveva fatto balenare l'idea che, chissà perchè, 5000 anni di civiltà si potessero buttare al macero e ci sarebbe stato progresso uniforme e diffuso; come sempre quando pretendi di prendere a sputi la Storia, gli sputi prima o poi ti ritornano in faccia
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