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18/08/17 ore

Tortora, "memorie" Rai fra commemorazione di regime e ipocrisia dilagante


  • Giuseppe Rippa

Mai una fiction è stata tanto opera di finzione come quella che la Rai ha realizzato su Enzo Tortora. Per carità, ben venga una azione di “recupero” sul presentatore, uno che all’epoca dei fatti era tra i pilastri della Tv di Stato, che dalla stessa fu poi bistrattato, offeso, dimenticato e nella fase cruenta delle accuse nei suoi confronti (rivelatesi poi FALSE!) posto all’indice del disprezzo nazionale nella vomitevole saga accusatoria a cui tutti, la Rai in prima fila, avevano partecipato.


Ecco dunque questo “ricordo” (il commento sulla fiction è rinviato ad altra sede) che ci consente di richiamare alla memoria quella terribile vicenda. Ma, vivaddio, come è possibile che tutto sia ruotato intorno ad un miserevole spettacolo fatto di retorica e ipocrisia? Ora tutti sono dalla sua parte, ora tutti si “pentono” di essere stati omertosi, aggressivi o assenti.

 

Negli “approfondimenti” (si fa per dire) sono stati invitati la maggior parte di coloro che quella storiaccia l’hanno o descritta in modo riprovevole o quelli che non c’erano o si erano dati alla fuga. Eppure per uscire dall’inferno in cui era stato cacciato, Enzo Tortora poté contare solo su poche persone che lavorarono per costruire la verità, che si spinsero controcorrente alla omertà di Regime che si respirava allora.

 

Il piccolo nucleo di Quaderni Radicali e di Agenzia Radicale  – e solo dopo - tutto il Partito Radicale, divennero un centro di iniziativa  costante e con fatica si creò il fronte della verità nell’opinione pubblica. Schieramento che fu costruito con un lavoro  umile, certosino, che con Agenzia Radicale (allora ciclostilata e distribuita a mano) fu messo in piedi giorno dopo giorno, provocando dubbi perfino delle anime belle del giornalismo italiano, che furono alla fine trascinati a manifestare perplessità su una inchiesta assurda e traballante. Poi la sua scarcerazione, dopo il coraggio di consegnarsi, da deputato europeo, al carcere fino a che non fu fatta luce e non emerse la sua COMPLETA estraneità!

 

Ora siamo alle commemorazioni (di Regime come al solito). È giusto che la Rai, che è oggi quella di allora se non peggio, realizzi le sue “memorie” con Bruno Vespa, Alba Parietti, Mara Venier e chi più ne ha più ne metta….


A 25 anni dall'arresto di Enzo Tortora di Luigi O. Rintallo

(da Quaderni Radicali 102 - speciale novembre 2008)


Commenti   

 
-3 #2 tommy 2012-10-04 07:52
All'inizio i radicali erano divertenti e simpatici...ora non li sopporto piu'! Capisco l'interessament o del guru-padrone 80enne per i problemi dei carcerati non capisco il disinteresse per chi non riesce ad arrivare alla fine del mese ed in carcere non c'è mai stato.Non capisco perchè i vermi del pdl provengano tutti dai radicali ( o quasi)capisco gli sputi in faccia al guru padrone 80enne....capis co le battaglie sui grandi temi sociali su cui i radicali avevano ragione non capisco perchè non ammettere che se non ci fosse stato il popolo di sinistra a condividere...n on avrebbero mai vinto.
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-4 #1 franco 2012-10-02 12:33
PROVE DI REGIME ANTE LITTERAM!
Tortora non è stato altro che la vittima innocente sacrificale x sperimentare la destabilizzazio ne di futuri personaggi/isti tuzioni non omologate alle condizioni mafio/partitokr atike che dovevano degenerare nell'attuale bieca dittatura di polizia fiscale masson/bolscevica!
sperimentazione di regime golpista/libert icida proseguita con la tragica farsa di varie cellule 'mani pulite', di fatto inutili quanto cruenta x la corruzione: emblematica era la tecnica di distinguere gli stessi lestofanti 'fra chi non poteva sapere' da 'chi non poteva NON sapere' con la sola discriminate della cosca di appartenenza!
lo stesso si può dire della demonizzazione di Berlusconi x dar modo al boiardo della casta partitokratika di imporci l'attuale governo di sicari delle cupole mafio sioniste massoniche, i veri BURATTINAI dei BURATTINI partiti-canagli a complici!
a tanta infamia partitokratika:
DUCE RISORGI!
che ti perdoniamo!
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