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20/06/19 ore

Vignette su Maometto, la Francia si prepara al Venerdì della paura



C'è Maometto in déshabillé e c'è un rabbino che spinge un imam in sedia a rotelle e, sopra, un titolo: 'Intoccabili 2: guai a chi ride!”. E di ridere, secondo il governo di Jean-Marc Ayrault, la comunità musulmana non ne ha alcuna voglia.

Ecco perchè, a ridosso della pubblicazione da parte del settimanale satirico d'oltralpe, 'Charlie Hebdo', di alcune vignette sul profeta islamico, la Francia ha deciso di adottare “misure di sicurezza eccezionali” per proteggere le ambasciate e le scuole francesi presenti in una ventina di territori considerati a rischio.

 

Ho diramato istruzioni in tutti i paesi in cui possono esserci dei problemi” ha reso noto il ministro degli Esteri Laurent Fabius, puntualizzando che la chiusura di consolati, centri culturali e istituti scolastici francesi prevista per il prossimo venerdì, giornata di preghiera per i musulmani, è una semplice “misura di precauzione” nel già preoccupante contesto delle violente proteste contro il film 'Innocence of muslims”.

 

In Francia vale il principio della libertà di espressione e non bisogna metterlo in discussione. Tenuto conto di questo film imbecille, del video assurdo che è stato diffuso, il contesto ora è quello delle emozioni forti registrate in molti paesi musulmani. E' pertinente e intelligente gettare olio sul fuoco” ha dichiarato Fabius riferendosi alla pubblicazione dei controversi disegni.

 

E' stato chiuso il sito di 'Charlie Hebdo', violato da pirati informatici: “l'attacco – ha spiegato il direttore del settimanale – è stato ancora più massiccio” di quello subito l'anno scorso, quando la sede del giornale era stata data alle fiamme a causa di altre vignette satiriche sull'islam.

 

E, sull'onda di una sempre più dilagante preoccupazione, è stata vietata a Parigi la manifestazione contro la pellicola 'blasfema', organizzata per sabato sulla spianata del Trocadero. In un Paese “in cui la libertà di espressione è garantita, compresa quella di caricatura – ha spiegato il premier francese – se ci sono persone che si sentono offese nelle proprie convinzioni possono rivolgersi a un tribunale. Ma la richiesta per la manifestazione sarà accolta da un divieto”. “Non tollereremo questi eccessi – ha ribadito Ayrault - la Repubblica non ci cascherà”. (red)


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