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20/06/24 ore

Veto 'rosa', nessuna donna alla Bce



Con 325 no, 300 sì e 49 astenuti si è conclusa la sessione plenaria del parlamento europeo riguardo alla nomina per il direttorio della Banca centrale europea di Yves Mersch. Un veto simbolico, quello che ha visto bocciare la candidatura del governatore della banca centrale lussemburghese, scaturito dall'assenza di donne nell’esecutivo: Mersch sarebbe infatti il sesto uomo nel comitato esecutivo della “più importante istituzione europea”, come l’ha definita il presidente della Commissione economico-finanziaria, Sharon Bowles, motivando la bocciatura avvenuta già in commissione lunedì scorso.

 

Nessuno ha espresso dubbi sulle competenze del giurista, ma con la candidatura del plurinominato governatore della Banca centrale del Lussemburgo, indicata dal presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, si dovrà dunque pensare ad una Bce tutta al maschile con l'esclusione di donne; nonostante il concesso allargato ai banchieri centrali, il consiglio direttivo è infatti esclusivamente maschile al momento.

 

Il Parlamento europeo aveva sollevato il problema già a inizio maggio, in vista delle dimissioni di Gonzales-Paramo che erano previste per il 31 maggio, con una lettera al presidente dell’Eurogruppo Juncker in cui si chiedeva che fosse rispettato “l’equilibrio di genere nella composizione dell’esecutivo” dell’Eurotower.

 

Martedì il presidente permanente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, aveva rassicurato tutti sul fatto che avrebbe chiesto ai governi di proporre in futuro candidate donne, sollecitando tuttavia un voto a favore di Mersch «per riempire il vuoto» nel board della Bce.

 

Il portavoce del governatore della banca lussemburghese non ha commentato la vicenda e ha ricordato che l’Europarlamento ha una funzione meramente consultiva e che “la decisione ora spetta all’Ecofin”. Dinanzi a tale vicenda tuttavia sembra che la Commissione europea abbia deciso di fare marcia indietro riguardo al tema delle quote rosa, rinviando l’adozione di una proposta legislativa per introdurre quote riservate alle donne negli organismi direttivi delle imprese europee quotate in Borsa.

 

Il progetto proponeva di giungere entro il 2020 a una quota del 40% di donne nei posti non esecutivi dei consigli di amministrazione delle aziende europee  ed è stato oggetto nel collegio dei commissari di un acceso dibattito. Appena sette commissari su 27 si sarebbero infatti detti favorevoli alla bozza di direttiva presentata dal commissario alla Giustizia Viviane Reding, che si è vista costretta a ritirare la proposta.

 

Molte donne, però, pare non vogliano quote a loro riservate, preferendo la meritocrazia alle scelte per legge: cinque delle nove donne che siedono nell'esecutivo comunitario si sono infatti dichiarate contrarie all'iniziativa. Il presidente della Commissione José Manuel Barroso ha così deciso che "il testo finale deve essere basato su un consenso forte" che ancora manca. La nuova proposta di direttiva potrebbe essere presentata il 14 novembre.

 

Dafne As


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