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23/06/24 ore

Marò, la Ferrari in divisa irrita l'India



Plausi in Italia, proteste in India per la decisione della Ferrari di correre il Gran premio nel paese asiatico con la bandiera della Marina militare italiana esposta in segno di solidarietà per i due marò prigionieri in territorio indiano dal 19 febbraio scorso per l'omicidio di due pescatori scambiati per pirati a largo delle coste del Kerala.

 

E proprio dalle associazioni di pescatori del Paese asiatico sono arrivate le prime critiche: la scelta della squadra di Maranello di esporre lo stendardo nazionale sulle vetture di Alonso e Massa rappresenterebbe infatti “un affronto alla società indiana e una sfida alla comunità”.

 

In Italia l'idea di esibire il simbolo della Marina militare sulla testa rossa a mo di sostegno per i due miliari, era stata salutata con benevolenza dal titolare della Farnesina, Giulio Terzi, ma ha invece immediatamente suscitato l'irritata reazione del ministero degli Esteri indiano secondo cui “utilizzare eventi sportivi per promuovere cause che non sono di natura sportiva significa non essere coerenti con lo spirito sportivo”.

 

“Mettendo la bandiera della Marina, che è una bandiera italiana, sulle nostre monoposto – ha spiegato il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo – vogliamo solo dare un piccolo contributo, con grande rispetto delle autorità indiane, perchè si trovi una soluzione attraverso il dialogo. Né di più, né di meno”.


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