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11/12/17 ore

G7 a “Torino”, tra esigenze di sicurezza e tutela dall'incapacità grillina



Eh sì, pare proprio che si vada consolidando un vero è proprio "metodo a 5 Stelle". Virginia Raggi ha fatto scuola a Roma. Da Torino Chiara Appendino ha preso nota, ha fatto tesoro del trauma nella “notte di Cardiff” ed è passata all'azione. O meglio, alla non azione.

 

In sostanza, se c'è un problema o un rischio, i sindaci del M5S li eliminano alla radice. Un po' come certi studenti impreparati che s'inventano la provvidenziale febbre nel giorno del compito in classe. In questo modo, si è rinunciato alle Olimpiadi nella Capitale e con il medesimo approccio si sta affrontando il G7 del lavoro, dell’industria e dell’innovazione.

 

Come è ormai noto, il summit è stato confinato a Venaria e ridotto all'osso, cancellando quasi tutte le attività collaterali che avrebbero visto comunque il capoluogo piemontese protagonista. Il rettore del Politecnico, Marco Gilli, ha parlato di occasione persa per “approfittare di un appuntamento così importante, incentrato proprio sull’innovazione, per presentare al mondo quelle che sono le eccellenze di un territorio».  E invece, si è dovuto “ tenere assieme – come dice la sindaca - l'esigenza di garantire la sicurezza e il diritto degli organizzatori di svolgere le riunioni”.

 

In soldoni, Chiara Appendino ha la febbre... (A.M.)