Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

18/12/18 ore

Tra il dire e il non fare, il flop della Borsa in pochi mesi di “cambiamento”



“Il governo del dire”: l'editorialista del 'Corriere della Sera', Dario Di Vico, con twitt (oggi va così), meglio non poteva sintetizzare lo stato delle cose, dopo un'estate scivolata senza requie in un profluvio di parole contradditorie e confuse sul da farsi prossimo venturo, contratto alla mano e legge di bilancio alle porte. Poi ci si è messo anche il maledetto caso, con la tragedia di Genova, che ha accentuato un certo vizio di spararle a caso a cui la strana alleanza al potere ci aveva già abituato.

 

Tutto questo ha avuto qualche conseguenza negativa: in termini di fiducia e di incertezza su ciò che potrà attendere l'economia del Paese. In tal senso, il primo indicatore dell'umore che serpeggia ci arriva dai mercati finanziari, che come è noto, spesso anticipano le tendenze nel bene o nel male.

 

Si è detto a più riprese dello spread, in queste settimane sotto pressione, mentre gli indici azionari venivano scossi ancor più dal crollo del ponte e le ripercussioni sulla società concessionaria che fa capo ai Benetton, complice anche gli annunci di pancia di qualche ministro.

 

Tradotto in numeri, a Piazza Affari c'è stato un capovolgimento di fronte in tre mesi. Come riporta il Sole 24 Ore, la Borsa di Milano è passata “da essere maglia rosa a essere maglia nera sul mercato azionario continentale”. “Al 7 maggio 2018 il FTSE MIB poteva vantare un rialzo di quasi il 13% da inizio anno, in netto vantaggio rispetto agli altri listini europei, fermi a un +4,6 per cento.” Da quei massimi “l’indice ha perso il 16%, bruciando circa 80 miliardi di capitalizzazione”.

 

Niente male come inizio di Legislatura... (red.)

 

 


Commenti   

 
0 #3 Houston 2018-10-28 15:25
I have noticed you don't monetize your page, don't waste
your traffic, you can earn extra cash every month. You can use the
best adsense alternative for any type of website
(they approve all websites), for more details simply search in gooogle: boorfe's tips monetize your website

Also visit my web site :: BestLasonya: https://CleverKristeen.blogspot.com
Citazione
 
 
0 #2 ilSocialista 2018-08-30 19:40
a questo si aggiunge una nuova e allucinante consapevolezza; che lo stare nella merda non è più una condizione incidentale, che duri il tempo di una crisi, di una guerra, ecc. e che consenta di sperare quanto meno nel futuro; ma è una condizione epocale e secolare che interesserà probabilmente figli, nipoti e pronipoti in orizzonti temporali indefiniti; nei lamenti e nelle rimostranze scomposte dei politici si esprime legittimamente il dolore per la inedita situazione
Citazione
 
 
0 #1 ilSocialsta 2018-08-30 19:33
ma, sai i politici di un tempo avevano potenti partiti, movimenti di massa, e ancora non avevano la pistola alla tempio della finanza; quindi potevano godersi il lusso di parlare poco e fare qualche fatto; questi di oggi hanno partiti fluidi di società fluide e sedute più o meno sopra ordigni atomici di debito; in pratica stanno proprio nella merda come tutti i loro elettori; quando uno sta nella merda e ha le mani legate si sfoga a parlare, più che altro per farsi coraggio e cercare di non essere sommerso; proprio come fanno i loro elettori sui social; è un fenomeno sociale di disagio massa che si estende naturalmente ai politici.
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna