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10/08/22 ore

Grillo, Casaleggio e l’amore americano


  • Ermes Antonucci

Ha suscitato molte polemiche l’elogio rivolto dall’ambasciatore Usa in Italia, David Thorne, nei confronti del Movimento 5 Stelle, durante un incontro con gli studenti del Liceo Visconti di Roma. “Voi giovani siete il futuro dell’Italia. Voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento” ha affermato Thorne.

 

“So che ci sono problemi e sfide in questo momento – ha aggiunto l’ambasciatore –, problemi con la meritocrazia, ma voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento”. Un endorsement che ha immediatamente provocato la reazione bipartizan degli esponenti del Pd e del Pdl, sorpresi da ciò che non hanno esitato a definire una “gravissima ingerenza” e una “grave intromissione” negli affari interni del nostro Paese.

 

Poche ore dopo è giunta la correzione dell’ambasciata americana, attraverso un tweet: “L’ambasciata non appoggia nessun soggetto politico. Dialoga con tutti e sostiene l’uso dei social media come strumento di cambiamento”. A quel punto, però, l’intervento dell’ambasciatore era già stato pubblicato in pompa magna sul blog di Beppe Grillo, per una volta fiero di non manifestare il suo storico animo antiamericano.

 

A dire il vero, quello di Thorne non è il primo applauso d’oltreoceano ricevuto da Grillo dall’avvio della sua attività politica. Nel 2008, infatti, – come svelato un mese fa da La Stampa – era stato il predecessore di Thorne, l’ambasciatore Ronald Spogli, a tessere le lodi del blogger genovese. In un cablo inviato all’allora segretario di Stato Usa, Condoleezza Rice, Spogli definiva Grillo “bene informato, competente sulla tecnologia, provocatorio e grande intrattenitore”, e concludeva: “Grillo è unico, una voce solitaria nel panorama politico italiano”.

 

Resta infine da registrare il commento rilasciato quest’oggi a Radio 24 da Enrico Sassoon, ex socio della Casaleggio Associati e co-fondatore del movimento. Descritto come “l’uomo dei poteri forti”, da sempre vicino agli ambienti statunitensi (per sei anni ha diretto la camera di commercio americana in Italia), Sassoon ha giudicato “non inappropriato” l’intervento di Thorne, aggiungendo: “Si tratta invece di una valutazione positiva rispetto al potenziale di cambiamento che il Movimento 5 stelle può avere nei confronti del Paese”.

 

 


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