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24/06/24 ore

Ddl femminicidio, contro lo stalking sì a braccialetto elettronico e intercettazioni



Contro il femminicidio Montecitorio detta le prime regole, soprattutto per quanto concerne la lotta nei confronti dei cosiddetti 'reati sentinella', quelli che solitamente precedono l'assassinio di mogli, compagne, figlie.

 

E' infatti passato a larga maggioranza nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera un emendamento del Pd che prevede l'utilizzo del braccialetto elettronico per bloccare gli stalker. Secondo quanto previsto dal decreto il giudice può disporre l'impiego di questo strumento di controllo per chi sia stato allontanato dalla casa familiare per stalking o violenze, previo consenso dell'imputato.

 

Un altro emendamento, sempre firmato Pd, prevede la possibilità che, in fase di indagine, le forze dell'ordine possano usare le intercettazioni telefoniche per controllare gli spostamenti e le intenzioni degli stalker: una procedura finora vietata dal fatto che il reato di stalking ha una pena massima troppo bassa per rientrare nell'uso ordinario delle intercettazioni.

 

Dopo una lunga discussione in commissione, inoltre, si è giunti a una mediazione – grazie a un emendamento dei relatori Donatella Ferranti (Pd) e Francesco Paolo Sisto (Pdl) – sull'irrevocabilità della querela per stalking, prevista dal decreto ma non condivisa da una parte del Pd: questa non potrà essere ritirata nei casi di minacce gravi e reiterate, mentre potrà decadere per situazioni giudicate meno a rischio.

 

In ogni caso, sottolinea Ferranti, vale il principio “importante” secondo cui la revoca può avvenire esclusivamente davanti all'autorità giudiziaria. Piccoli passi, dunque, in attesa che il decreto approdi nell'Aula della Camera mercoledì 2 ottobre, prima della decadenza del provvedimento – che ancora deve passare al Senato - prevista per il 15 ottobre.


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