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19/10/19 ore

Custodia cautelare, la Camera approva la riforma



Più misure alternative, meno arresti. Approvata dall'assemblea di Montecitorio - con 290 voti favorevoli, 13 contrari e 95 astenuti - la riforma della custodia cautelare: il provvedimento passerà ora al vaglio del Senato.

 

Con le norme approvate si ridefinisce la natura di 'extrema ratio' della carcerazione preventiva e si annullano gli attuali automatismi applicativi: la custodia cautelare può essere disposta soltanto quando siano inadeguate le altre misure coercitive o interdittive ma tali misure, a differenza di quanto avviene oggi, possono applicarsi cumulativamente.

 

Quando si decide di concedere la condizionale o la sospensione dell'esecuzione della pena, invece, saranno vietati carcere o arresti domiciliari. Perchè siano giustificabili il carcere e le altre misure cautelari, inoltre, il pericolo di reiterazione del reato o di fuga dovrà essere, oltre che concreto (com'è oggi), anche 'attuale'.

 

Per privare della libertà una persona, è scritto nel testo, il giudice non potrà più desumere il pericolo solo dalla semplice gravità del delitto, ma l'accertamento, oltre che su modalità e circostanze della condotta, dovrà considerare gli elementi che qualificano la personalità dell'imputato o indagato, quali i precedenti, i comportamenti antecedenti e susseguenti.

 

Aumentano poi gli obblighi di motivazione: il giudice che dispone la cautela non potrà limitarsi a richiamare 'per relationem' gli atti del Pm, ma dovrà dar conto, con motivazione autonoma, delle ragioni per cui anche gli argomenti della difesa sono stati disattesi.

 

Si ampliano anche i termini di durata delle misure interdittive – da 2 a 12 mesi – per consentirne l'utilizzo come alternativa alla custodia cautelare in carcere. Rimane la presunzione assoluta di idoneità al carcere per i delitti di mafia e associazione terroristica mentre per gli altri delitti gravi (ad esempio omicidio, violenza sessuale, prostituzione minorile, sequestro di persona per estorsione) vale una presuzione relativa: è prevista la misura carceraria solo se non verrà dimostrato che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con misure meno afflittive.

 

Importanti modifiche riguardano anche la disciplina del riesame delle misure cautelari personali: il tribunale del riesame avrà 30 giorni di tempo per le motivazioni a pena di perdita di efficacia della misura cautelare. Dovrà inoltre annullare l'ordinanza liberando l'accusato (e non come oggi integrarla) quando il giudice non abbia motivato il provvedimento cautelare o non abbia valutato autonomamente tutti gli elementi.

 

Ogni anno, infine, entro fine gennaio il governo presenterà alle Camere una relazione con le statistiche sull'applicazione delle misure cautelari personali e l'esito dei relativi procedimenti per ogni tipologia.


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