Più misure alternative, meno arresti. Approvata dall'assemblea di Montecitorio - con 290 voti favorevoli, 13 contrari e 95 astenuti - la riforma della custodia cautelare: il provvedimento passerà ora al vaglio del Senato.
Con le norme approvate si ridefinisce la natura di 'extrema ratio' della carcerazione preventiva e si annullano gli attuali automatismi applicativi: la custodia cautelare può essere disposta soltanto quando siano inadeguate le altre misure coercitive o interdittive ma tali misure, a differenza di quanto avviene oggi, possono applicarsi cumulativamente.
Quando si decide di concedere la condizionale o la sospensione dell'esecuzione della pena, invece, saranno vietati carcere o arresti domiciliari. Perchè siano giustificabili il carcere e le altre misure cautelari, inoltre, il pericolo di reiterazione del reato o di fuga dovrà essere, oltre che concreto (com'è oggi), anche 'attuale'.
Per privare della libertà una persona, è scritto nel testo, il giudice non potrà più desumere il pericolo solo dalla semplice gravità del delitto, ma l'accertamento, oltre che su modalità e circostanze della condotta, dovrà considerare gli elementi che qualificano la personalità dell'imputato o indagato, quali i precedenti, i comportamenti antecedenti e susseguenti.
Aumentano poi gli obblighi di motivazione: il giudice che dispone la cautela non potrà limitarsi a richiamare 'per relationem' gli atti del Pm, ma dovrà dar conto, con motivazione autonoma, delle ragioni per cui anche gli argomenti della difesa sono stati disattesi.
Si ampliano anche i termini di durata delle misure interdittive – da 2 a 12 mesi – per consentirne l'utilizzo come alternativa alla custodia cautelare in carcere. Rimane la presunzione assoluta di idoneità al carcere per i delitti di mafia e associazione terroristica mentre per gli altri delitti gravi (ad esempio omicidio, violenza sessuale, prostituzione minorile, sequestro di persona per estorsione) vale una presuzione relativa: è prevista la misura carceraria solo se non verrà dimostrato che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con misure meno afflittive.
Importanti modifiche riguardano anche la disciplina del riesame delle misure cautelari personali: il tribunale del riesame avrà 30 giorni di tempo per le motivazioni a pena di perdita di efficacia della misura cautelare. Dovrà inoltre annullare l'ordinanza liberando l'accusato (e non come oggi integrarla) quando il giudice non abbia motivato il provvedimento cautelare o non abbia valutato autonomamente tutti gli elementi.
Ogni anno, infine, entro fine gennaio il governo presenterà alle Camere una relazione con le statistiche sull'applicazione delle misure cautelari personali e l'esito dei relativi procedimenti per ogni tipologia.
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L’editoriale del numero 88 di Quaderni Radicali “Oltre l’Onu di vetro” del dicembre 2004 così partiva: “È necessaria una organizzazione internazionale nella Comunità degli Stati? Insomma è necessario l’Onu? Questo è il punto politico …La risposta non può che essere che le Nazioni Unite sono più che mai necessarie in questo tempo storico-politico, in questi equilibri/squilibri internazionali…”. Ma l’Onu, così come è oggi, si presenta paralizzato e paralizzante, con limiti strutturali e organizzativi, pieno di anacronismi e ambiguità, che annullano il fondamentale ruolo di indirizzo e di governo del mondo… Leggere la vicenda della signora Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu sui territori palestinesi, sottraendosi ad un rilettura sulla lunga parabola di crisi e di contraddizioni delle Nazioni Unite, sulle logore strumentalizzazioni di coloro che più che istruire e relazionare in modo corretto sulle questioni, dimenticando che la legalità e la verità (per quanto accompagnata da drammatiche e indiscusse realtà umane sottoposte a sofferenze) non può risiedere in un confuso e vago pastrocchio di regimi autoritari e assassini o in gruppi terroristici che formano tutti insieme anche il nucleo centrale di commissioni Onu parossisticamente delegate ai diritti umani… In questo numero del Podcast di Agenzia Radicale, Antonio Marulo chiede al direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa di dare una sua interpretazione sul perché il caso della signora Francesca Albanese è perfetto per queste NazioniUnite e per la crisi strutturale del pur necessario Palazzo di vetro…
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A cosa serve il sindacato se la CGIL scende in piazza per Maduro e Landini ne spara una delle sue. L’Iran libero dal regime islamico non affascina i "paladini" dei diritti e delle libertà. Il fronte del No alla separazione delle carriere dei magistrati è già in campagna elettorale. Fa discutere la propaganda dell’ANM. Di tutto questo, nel podcast di Agenzia Radicale, Antonello Marulo discute con il direttore Giuseppe Rippa…
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é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali "EUROPA punto e a capo" Anno 47° Speciale Maggio 2024 |
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è uscito il libro Edizioni Quaderni Radicali ‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’ |
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