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24/02/26 ore

L’amaretto di Saronno, Berlusconi si “chiama” fuori dalla politica



I passi indietro dalla politica attiva nell’atto pratico del fare politica sono diventati il pane quotidiano distribuito dai rottamandi più o meno in declino del Belpaese.

 

Appartengono ormai al mito quelli di Walter Veltroni, atteso tuttora nel Continente Nero; sono ancora attuali e periodicamente ribaditi, invece, quelli di Massimo D’Alema, sempre a sottolineare ad ogni occasione, per l’appunto politica, che lui “si occupa d’altro”…..; mentre, più di recente, è risultato sulle prime sorprendente quello del “sereno” Enrico Letta, che da un lato annunciava nella trasmissione di Lucia Annunziata su Rai 3 le sue dimissioni (nell'ancora lontano prossimo settembre), dall’altro partiva con una campagna mediatico-televisiva degna di Salvini, tutt’altro che aliena da mire politiche.

 

Adesso è arrivato il turno di Silvio Berlusconi, che  ha annunciato - comiziando qui e là per le campagna elettorale amministrativa - di essere “ormai fuori dalla politica”. "Sono soltanto qualcuno con un grande senso di responsabilità", ha detto a Saronno a chi gli chiedeva del progetto di riunire i moderati, non mancando di sottolineare quanto sia “questo progetto, chiamiamolo pure un sogno, il prossimo obiettivo. Cioè trasformare la maggioranza numerica degli italiani, e che sia una maggioranza non si discute, in maggioranza politica organizzata".

 

Per l’appunto...

 

(A.M.)

 

 


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L’editoriale del numero 88 di Quaderni Radicali “Oltre l’Onu di vetro” del dicembre 2004 così partiva: “È necessaria una organizzazione internazionale nella Comunità degli Stati? Insomma è necessario l’Onu? Questo è il punto politicoLa risposta non può che essere che le Nazioni Unite sono più che mai necessarie in questo tempo storico-politico, in questi  equilibri/squilibri internazionali…”. Ma l’Onu, così come  è oggi, si presenta paralizzato e paralizzante, con limiti strutturali e organizzativi, pieno di anacronismi e ambiguità, che annullano il fondamentale ruolo di indirizzo e di governo del mondo… Leggere la vicenda della signora Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu sui territori palestinesi, sottraendosi ad un rilettura sulla lunga parabola di crisi e di contraddizioni delle Nazioni Unite, sulle logore strumentalizzazioni di coloro che più che istruire e relazionare in modo corretto sulle questioni, dimenticando che la legalità e la verità (per quanto accompagnata da drammatiche e indiscusse realtà umane sottoposte a sofferenze) non può risiedere in un confuso e vago pastrocchio di regimi autoritari e assassini o in gruppi terroristici che formano tutti insieme anche il nucleo centrale di commissioni Onu parossisticamente delegate ai diritti umani… In questo numero del Podcast di Agenzia Radicale, Antonio Marulo chiede al direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa di dare una sua interpretazione sul perché il caso della signora Francesca Albanese è perfetto per queste NazioniUnite e per la crisi strutturale del pur necessario Palazzo di vetro

 

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A cosa serve il sindacato se la CGIL scende in piazza per Maduro e Landini ne spara una delle sue. L’Iran libero dal regime islamico non affascina i "paladini" dei diritti e delle libertà. Il fronte del No alla separazione delle carriere dei magistrati è già in campagna elettorale. Fa discutere la propaganda dell’ANM. Di tutto questo, nel podcast di Agenzia Radicale, Antonello Marulo discute con il direttore Giuseppe Rippa

 

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