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15/12/17 ore

Legge elettorale, il modello tedesco all'italiana



Nessuno si faceva illusioni. Il richiamo alla legge elettorale in vigore in Germania resta una semplificazione, perché poi, si sa, il diavolo si nasconde sempre nei dettagli. E la nuova proposta figlia dell'inciucio RenGrilSconi ne ha abbastanza per connotare i caratteri nazionali all'insegna del "primum comandare".

 

Il riferimento ovviamente è ai big di partito, che dovrebbero ritagliarsi un ampio spazio per mantenere il potere di decidere chi far eleggere, da un lato, e coprirsi dai rischi di non essere eletti in prima persona, dall'altro.

 

Per il principio uno e trino, basterà un solo segno, pena l'annullamento della scheda, per dare sostanzialmente 3 indicazioni: per il candidato del collegio uninominale, per il partito, per la lista circoscrizionale (bloccata).

 

I voti andranno assegnati su base proporzionale, tenendo conto del caposaldo costituito dalla sbarramento al 5%, ma la scelta degli eletti privilegerà di fatto la lista bloccata e quindi i nomi scelti a tavolino. Infatti, come sintetizza Ugo Magri su lastampa.it, “primo a essere eletto sarà quel candidato che riuscirà nell’impresa di stravincere con oltre il 50 per cento nel proprio collegio. Di questi collegi in Italia ce ne saranno 303 alla Camera e 150 al Senato. Ogni circoscrizione ne conterrà un numero variabile, a seconda della grandezza. Se nessuno vincerà nel collegio in modo così stratosferico...verrà eletto il numero 1 del «listino circoscrizionale». ...Poi, se il partito avrà conquistato altri seggi nella circoscrizione, scatteranno i vincitori del rispettivo collegio uninominale. Una volta esauriti tutti i vincitori dei collegi, se resteranno poltrone da occupare sarà il turno degli altri nomi del «listino». Infine, i migliori perdenti dei collegi.” 

 

Da tutto ciò si evince che non basterà vincere il collegio uninominale per essere eletti. Anzi, in molti casi vincere saprà di beffa. Per cantar vittoria, sarà necessario, invece, che il proprio partito superi lo sbarramento del 5 per cento e che il numero degli eletti nella circoscrizione non superi quello massimo cui si avrà diritto.

 

Da segnalare, inoltre, che sempre per il principio uno e trino, come spiega una scheda del corriere.it, “ogni candidato, a discrezione assoluta del suo segretario di partito, potrà correre in un collegio uninominale e, per sicurezza, potrà portare sule spalle ben tre paracadute corrispondenti ad altrettanti posti di capolista nel listino proporzionale”. Ciò consentirà ai leader dei partiti di stabilire con una buona approssimazione la composizione del Parlamento.

 

Ora la parola passa all'Aula, per eventuali interventi peggiorativi... (red.)

 

 


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