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20/06/19 ore

Il Willer de noantri, dai (tanti) partiti all'antipolitica



"L'uomo è per natura un animale politico" Aristotele

 

Tex Willer è un ranger dei fumetti senza macchia e senza paura, amico dei nativi americani, con la mano svelta e la battuta pronta, intelligente e, nonostante le pistolettate e le scazzottate, rappresenta il classico eroe buono; nella realtà è tutto diverso.

 

Il Willer vero, quello dal cognome da (poco) selvaggio est, Bordon, invece, è uno che pare non abbia ancora capito da che parte stare: comunista dell'ultima ora (entrò alla Camera con il Pci nell'87) e contemporaneamente radicale, si automodera nella trasformazione da Pci a Pds, salvo uscirne con il “liberale” Ferdinando Adornato aderendo ad Alleanza Democratica di Mario Segni, arrivandone a guidare la dirigenza e, nel '96, facendola confluire in Unione Democratica.

 

La carriera sfavillante del Willer nazionale, sottosegretario ai Beni Culturali del primo governo Prodi, addirittura culmina con la nomina a Ministro dei Lavori Pubblici con D'Alema-bis e Ministro dell'Ambiente con Amato-bis; poi, nel 1998, si scopre giustizialista contribuendo alla fondazione dell'Italia dei Valori di Di Pietro e, solo l'anno successivo, de I Democratici con cui confluisce nella mitica Margherita approdando al Senato nel 2001 come capogruppo, rieletto nel 2006.

 

Nel 2007 arriva la rottura con gli amici “indiani”: lascia la sfogliata Margherita fondando (ancora) Unione Democratica; il Pd non è più adatto al buon Tex, scusate Willer, perchè “è una sommatoria di partiti”, una smemorata dichiarazione visto che, da solo, ne ha già attraversati nove in 20 anni, con la stella di ranger sulla camicia. Poi scopre, sempre nel mitico 2007, i Liberaldemocratici di Lamberto Dini; in quell'anno il pistolero più veloce del triveneto “plagia” clamorosamente il “contratto con gli italiani” di Berlusconi: il duello all'alba non è da Vespa ma nell'arena di Crozza Italia, nella quale Willer annuncia le dimissioni da senatore della Repubblica il 16 gennaio 2008; come da tradizione fumettistica mantiene la promessa sentendo “il dovere di difendere le istituzioni dalla deriva di sfiducia che investe la politica”.

 

La stessa politica nella quale tenta di rientrare poco meno di tre mesi dopo, raggranellando solo lo 0.25%; sembrava giunto il tramonto sulle praterie cavalcate per 20 anni dal nostro Willer, ma dopo soli 4 anni si scopre la novità: l'antipolitica. Ecco che così il pistolero più veloce dell'est spezza una lancia direttamente sul blog di Beppe Grillo, parlando di “sistema dei partiti” sostenendo il “cambio della classe dirigente” che ha contribuito a fondare ed incarnare e parlando di “rottura di questo sistema” da lui stesso cavalcato per 20 anni; non pago però, Willer propone il suo modello di ricambio generazionale, quello cinese: “ormai in Cina i dirigenti hanno 50/60 anni, c'è già il ricambio per il prossimo gruppo dirigente”: il nostro ranger, di anni, ne ha 63.

 

Andrea Spinelli Barrile


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