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06/03/21 ore

La “questione democratica” nel Movimento 5 Stelle


  • Ermes Antonucci

 

Non si è fatto a tempo a fissare i “paletti” alla piattaforma liquida (Liquid Feedback) che è scoppiata un’altra questione democratica all’interno del Movimento 5 Stelle guidato da Beppe Grillo. Dopo il caso-Favia in Emilia Romagna, fondamentalmente ignorato dagli stessi vertici oggetti della polemica, un nuovo focolaio sembra ora emergere in Sardegna.

 

A far discutere è una denuncia, ripresa da Carmine Saviano su Repubblica, apparsa sul forum ufficiale del Movimento 5 Stelle: “Le tre liste civiche della Sardegna (Alghero, Sennori e Quartucciu) hanno organizzato la Prima Assemblea Regionale del Movimento 5 Stelle. Tutto in perfetto stile partitocratico con tanto di regolamento di partecipazione molto dettagliato e selettivo e svolgimento dei lavori rigorosamente a porte chiuse”.

 

“Scopo dell’assemblea regionale – fa sapere l’autore del post – è la costituzione del gruppo regionale, l’adozione di strumenti di controllo degli attivisti, e la creazione di un Comitato Esecutivo”. Tre figure definite ironicamente “Direzione Politica, Gestapo e Politburo”.

 

Ma non è tutto. “La lista civica di Cagliari – continua l’attivista – nonostante abbia perso le elezioni senza cioè avere eletti in consiglio comunale (unico esempio in tutta Italia!) ha deciso di "incollarsi" alle speranze di gloria e quindi con gli altri candidati "trombati" ha fondato una bella associazione (registrata) chiamata Associazione 5 Stelle Cagliari con tanto di Statuto (un NON statuto gli sembrava poco) e organi dirigenti dell'associazione, insomma hanno messo su una vera "organizzazione politica" con tanto di Logo e Sito”.

 

In poche parole “hanno messo i “piedi nel piatto” in modo da avere una bella rendita di posizione qualora ci fosse da decidere le candidature alle prossime elezioni regionali”.

 

La denuncia si conclude con un appello a Grillo e Casaleggio, paradossalmente coloro accusati dell’assenza di meccanismi democratici interni: “Caro Beppe, caro Gianroberto, intervenite prima che sia troppo tardi, la libertà sta diventando anarchia. Che i consiglieri eletti si occupino piuttosto di realizzare il programma civico invece di creare orticelli elettorali e posizioni dominanti da capobastone”.

 

C’è da dire che quasi più preoccupante della denuncia stessa, risulta essere – ancora una volta – il modo in cui i sostenitori di Grillo decidono di affrontare le critiche che via via emergono circa la vita interna del Movimento.

 

Emblematica dello spirito scarsamente incline al dialogo e al confronto è la risposta (piuttosto apprezzata) lasciata da un altro attivista del M5S, Roberto De Santis: “È importante ribadire un concetto e cioè che chi ha solo intenzione di rompere i cosiddetti è meglio che si accomodi alla porta”. E ancora: “Sappiamo bene chi sia l'elemento che si nasconde dietro pseudonimo (non è che ci volesse molto), uno squilibrato e persona manifestamente molesta e maleducata”.

 

La conclusione è dello stesso tenore: “Siamo aperti a tutti e abbiamo bisogno dell'aiuto di ogni cittadino che voglia attivarsi per cambiare questa Italia che non ci piace ma altrettanto diciamo: i rompicoglioni, gli “1 vale 100”, quelli che “io ho fatto il Vday”, “quelli che si fa così perché lo dico io”, “quelli che io ho fatto la doccia con Grillo”, gli attivisti “da terminale copia/incolla” STATEVENE A CASA!!”.


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