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12/08/20 ore

Referendum riduzione parlamentari: audiovideo conferenza stampa presentazione di Quaderni Radicali n. 117



Promossa dalla Nuova Associazione Amici di Quaderni Radicali, si è tenuta nei giorni scorsi,  dopo il lungo lockdown, al Milea Art & Food a Roma la presentazione del numero 117 di Quaderni Radicali "Meno parlamentari, meno democrazia".

 

La rivista contiene interventi di: Massimo Cacciari, Sabino Cassese, Fabrizio Cicchitto, Giovanni Maria Flick, Giuseppe Gargani, Roberto Granese, Fulco Lanchester, Gianfranco Pasquino, Silvio Pergameno, Luigi O. Rintallo, Giuseppe Rippa, Fabio Viglione. Foto di Gianni Carbotti. Il numero è curato nella impaginazione dal caporedattore Antonio Marulo.

 

Dopo l’intervento introduttivo di Rippa è intervenuto Luigi O. Rintallo che ha richiamato le ragioni del No alla riduzione dei parlamentari: “… per il referendum confermativo, che si celebra dopo la richiesta avanzata da 71 senatori di tutti i gruppi (compresi due del M5S), Quaderni Radicali si pronuncia per un NO che non tradisca la democrazia. Lo fa coerentemente con i suoi propositi e le posizioni già in passato espresse contro i referendum elettorali, giudicati lo strumento improprio usato dal sistema di potere per preservare se stesso.

 

Anche stavolta, pur coscienti della difficoltà di questa scadenza politica, non è possibile sottrarsi al dovere di esprimere comunque il proprio impegno civile a favore di una prospettiva che si opponga alla deviazione anti-liberale che si vuole imporre nel Paese…”.

 


 

Sottolineando la carenza di informazione e ancor di più la non conoscenza dei cittadini per nulla informati e l’ignoranza degli addetti ai lavori sul tema della riduzione dei parlamentari il politologo e professore Emerito di Scienza politica nell'Università di Bologna Gianfranco Pasquino ha detto nei suo intervento in registrazione audio: “a mio avviso, riguarda quello che chiamerei il “complesso giornalistico educativo italiano”. vale a dire che i giornalisti non ne sanno abbastanza: sarebbe interessante chiedere loro quali libri hanno letto sul tema, o anche un solo libro sulle leggi elettorali o sulle tipologie di repubbliche (presidenziali o parlamentari). Temo che, dalle risposte, ci renderemmo conto di quanto grande, abissale sia la loro ignoranza.

 

Di conseguenza, quando comunicano lo fanno con le parole dei politici. i quali, qualche volta ma rarissima- mente, ne sanno un po’ di più dei giornalisti e pertanto li abbindolano; qualche altra volta ne sanno come loro e quindi tutto si riduce a un discorso fra persone che non conoscono abbastanza le materie di cui parlano. D’altro canto, quando si va a vedere cosa insegnano a scuola, si scopre che la costituzione è considerata essenzialmente un documento giuridico, mentre invece è un documento storico-politico…“. 

 

Giuseppe Gargani, avvocato e ex parlamentare, ha ricordato come “… La riduzione del numero dei parlamentari è stata approvata da un legislatore inconsapevole e per nulla edotto dello spirito e del contenuto della carta costituzionale.

 

Purtroppo questa riduzione era stata auspicata anche per il passato egualmente in maniera inconsapevole per la sciocca volontà di adeguarsi ad una presunta opinione pubblica ostile nei confronti della politica! Rimedio molto miope e sbagliato come tutte le cose fatte, per accarezzare le mode o le emozioni del momento…”.

 


 

In audio pre registrato, il prof. Fulco Lanchester, ordinario di diritto costituzionale alla Sapienza di Roma, senza voler fare paragoni ha però richiamo un precedente storico curioso. “… Ritengo che siamo di fronte a quello che i politologi chiamano un rollback, un riflusso della democrazia. Samuel Huntington, riferendosi alle tre ondate della democratizzazione (la prima “lunga” del 1828/1922, cui seguono quelle del 1943/62 e del 1974/92; ndr.), ha sottolineato che esse sono state seguite da  tre “riflussi”. Guarda caso il primo riflusso, quello degli anni ’20-’30, ha coinciso con l’idea che i Parlamenti non fossero più rilevanti e che – per quanto riguarda l’Italia – bisognava ridurre i parlamentari e cambiare i sistemi di selezione del ceto politico rappresentativo. 

 

La riforma della rappresentanza politica del maggio 1928 (Legge 1019/1928), intervenuta a tre anni dal discorso del 3 gennaio 1925 di Mussolini, saltati tutti gli infingimenti delle normative precedenti – dalla legge maggioritaria Acerbo a quella uninominale a turno unico del 1925 – ridusse il numero dei parlamentari proprio a quattrocento. Inoltre stabilì l’elezione di tipo plebiscitario, per cui le corporazioni presentavano al Gran Consiglio del Fascismo l’elenco dei candidati di loro spettanza e questi venivano sottoposti al corpo elettorale, nel collegio unico nazionale, in maniera plebiscitaria attraverso l’espressione di un Si o di un No.

 

C’è un indicatore interessante: quei quattrocento deputati del 1928 sono gli stessi che riappaiono nel progetto di riduzione dei parlamentari approvato dalle Camere il 12 ottobre 2019, con la modifica costituzionale degli articoli 56 e 57…”.

 

Esiste una linea di continuità tra alcune riforme su temi della giustizia, sull’economia assistita, sulla riduzione dei parlamentari? Sembra proprio di si. - ha sottolineato nel suo intervento l’avvocato Fabio Viglione - E non è un caso che a prefigurare l’ingegneria legislativa che dovrebbe portare alla consistente riduzione dei parlamentari vi sia un movimento, quello “grillino” che sembra riassumere, a mio parere, l’insieme delle contraddizioni in cui il quadro politico italiano riflette la propria crisi. 

 

Il filo conduttore sembra essere sempre quello di una facile demagogia che tende a semplificare i problemi e tagliare con l’accetta temi complessi rispetti ai quali andrebbero utilizzati equilibrio e lungimiranza. Occupandomi di giustizia, nelle mie semplificate riflessioni, parto proprio da lì…”.

 


 

Il filosofo e ex parlamentare Massimo Cacciari nella registrazione audio ha drasticamente ribadito: “È molto semplice: riforme in questo campo non si fanno con un parlamentare in più o in meno, un vitalizio in più o uno in meno. Tutte puttanate! Il problema è piuttosto il nuovo Parlamento, una nuova forma di governo, un nuovo assetto istituzionale tra poteri centrali ed enti locali.

 

Sono i soliti, vecchi discorsi di riforma complessiva di sistema che il sottoscritto e pochi altri vanno avanti a predicare da quarant’anni a questa parte, totalmente inascoltati. Invece si va avanti così, con queste pseudo-riforme che sono semplicemente ridicole.

 

Non cambia niente se ci sono dieci deputati in più o in meno; non cambia assolutamente niente di niente. Sono stupidaggini, di cui una persona seria non dovrebbe nemmeno discutere…”.

 

Il numero della rivista è stato illustrato dalle foto di Gianni Carbotti, da anni collaboratore di Agenzia Radicale e Quaderni Radicali in qualità di fotoreporter e articolista. Ha ribadito nel suo intervento che “… concepisce le forme di espressione creativa cui si dedica come parti d’un estenuante flusso di coscienza indistinguibile ed inscindibile dalle esperienze quotidiane della sua esistenza. La fotografia, insieme alla musica rock e al cinema, costituisce una delle passioni che hanno accompagnato fin dalla giovinezza e in maniera costante tutte le fasi della sua vita…”.

 


 

Il direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa concludendo la presentazione  ha messo in luce come “… opporsi alla riduzione dei parlamentari, nonostante il livello della rappresentanza attuale, è quanto contiamo di fare nella prossima scadenza referendaria… Ridurre i parlamentari significa ridurre il sistema dei controlli non solo sul Governo, ma sulle altre funzioni dello Stato da parte della massima istituzione. forse vi è chi punta a questo, forse sono proprio quei poteri finanziari nazionali e internazionali che puntano al definitivo essiccamento della nostra identità politica.

 

L’Italia ha perso nel tempo quasi tutti i poli che si possono definire di eccellenza nel complesso industriale del mondo. chimica, elettronica, parte dell’alimentare senza riuscire a rimpiazzarli con eccellenze nelle nuove tecnologie… L’eliminazione di luoghi di dibattito democratico contribuisce ad acuire questa china, oltre che prefigurare preoccupati scenari di equilibri interni che scivolano verso tentazioni e risvolti dalle parvenze autoritarie…”.

 


 

Di seguito l’audiovideo della presentazione  a cura di Roberto Granese

 

Le foto sono di Bengje Basili Morris e Gianni Carbotti

 


 

 - Referendum riduzione parlamentari: audiovideo conferenza stampa presentazione di Quaderni Radicali n. 117

(Quaderni Radicali TV)

 

 


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