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07/08/20 ore

Politica e malaffare, il degrado del regime nel bollettino di guerra quotidiano


  • Ermes Antonucci

Aprite un giornale qualsiasi oggi, troverete quattro notizie principali. Prima. Il responsabile dell’assessorato alla Casa della Regione Lombardia, Domenico Zambetti, è stato arrestato con l’accusa di aver comprato voti dalla ‘ndrangheta. Avrebbe acquistato un pacchetto di 4.000 preferenze, decisivo per la sua elezione con 11.217 voti nelle regionali 2010, pagando 200.000 euro (50 euro a voto).

 

Zambetti è dunque il quinto assessore delle varie giunte di Formigoni a essere arrestato e il tredicesimo consigliere regionale dell’attuale assemblea (su 80) a finire sotto inchiesta. Formigoni comunque, di fronte a tutto ciò, non schioda.

 

Seconda notizia. Il Governo ha sciolto l’amministrazione comunale di Reggio Calabria, guidata da Demetrio Arena (Pdl), per rapporti sospetti con le cosche mafiose. Reggio, secondo la relazione della commissione guidata dal prefetto Valerio Valenti, non è solo a rischio infiltrazioni mafiose, ma sarebbe almeno in alcuni settori ormai nelle mani di personaggi più o meno ricollegabili a esponenti della 'ndrangheta. Inoltre l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Demetrio Arena non avrebbe attivato "le misure necessarie" ad arginare il rischio mafia.

 

Terza. La Guardia di Finanzia ha effettuato nuove perquisizioni nella sede del Consiglio regionale del Lazio, questa volta nel mirino l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Vincenzo Salvatore Maruccio, consigliere e segretario regionale dell’Idv, è indagato per peculato, gli vengono contestati assegni e prelievi irregolari dai conti del suo gruppo consiliare per un ammontare di 500 mila euro.

 

Circa dieci giorni fa, pubblicammo la strana difesa di Maruccio sull’operato del proprio partito: “Avremmo potuto, è vero, votare contro il provvedimento dell’ufficio di presidenza che destinava questi fondi…ma tanto il provvedimento sarebbe passato ugualmente”.

 

Quarta e ultima notizia. Il presidente della provincia di Napoli Luigi Cesaro (Gigino a Purpetta), della provincia di Asti Maria Teresa Armosino e della provincia di Biella Roberto Simonetti hanno annunciato le proprie dimissioni in modo da evitare l’incompatibilità tra cariche e candidarsi alle prossime elezioni politiche. L’uso strumentale di simili istituzioni, fondato su interessi carrieristici personali, viene ormai manifestato pubblicamente e senza il minimo pudore.

 

Un bollettino di guerra, con il quale il cittadino medio è costretto a confrontarsi quotidianamente. Che la sfiducia verso la politica sia altissima, che l’astensione si preannunci elevata, che i demagoghi conquistino sempre più consenso, in fondo non può sorprendere.

 

(La vignetta è di "ElleKappa" da La Repubblica)


Commenti   

 
0 #1 franco 2012-10-11 14:11
NON 1 MA 10, 100, 1000 P.LI LORETO!

TUTTI I PAPPONI DI QUESTI PARTITI CANAGLIA SONO FATTI CON LO STESSO STERCO!
UNICO RIMEDIO E' LA LORO EPURAZIONE TOTALE ED ESSERE GIUDICATI DA UN TRIBUNALE ISTITUITO DAL POPOLO REALMENTE SOVRANO, PER ESSERE CONDANNATI A RISARCIRE IL BOTTINO DEL LORO LADROCINIO ISTITUZIONALE PLURIDECENNALE
NONCHE' PAGARE IL FIO DEL TRADIMENTO CONTRO LA NAZIONE X AVERLA PRODI-TORIAMENT E GETTATA NELL'ABBRACCIO MORTALE DELLE CUPOLE MAFIO SIONISTE MASSONICHE BCE FMI DILDERBERG, CON LA SCIAGURATA INTRODUZIONE DELL'€ DA PARTE DEL BILDERBERGHINO PRODI E COMPAGNI DI MERENDE E LA CONSEGUENTE SVENDITA DELLA SOVRANITà MONETARIA NAZIONALE
TRADIMENTO COMPLETATO CON L'IMPOSIZIONE DI QUESTO GOVERNO GOLPISTA DI SICARI DI DETTE PIOVRE!
A TANTO IMMONDO PATTUME ISTITUZIONAL PARTITOKRATIKO:
DUCE RISORGI!
CHE TI PERDONIAMO!
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