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12/08/20 ore

Pannella, 'Adesso siamo meno soli'



L'obiettivo è "aiutare il presidente della Repubblica, la politica e la partitocrazia ad uscire da questa situazione. L'Italia viola da trent'anni i diritti umani. Questo Paese deve affrontare subito il problema del sovraffollamento carcerario".

 

Risponde così Marco Pannella, intervistato dal Tg2, in merito alle motivazioni che lo hanno spinto a ricominciare - il 1° maggio scorso - lo sciopero totale della fame e della sete. E aggiunge: "Chiedo allo Stato di rispettare la legalità".

 

Sulla decisione di intraprendere lo sciopero il leader radicale, in conferenza stampa alla Camera dei Deputati, spiega: "Ci sono molte iniziative vinte nei referendum popolari: depenalizzazione del consumo di droga, l'abolizione del servizio militare obbligatorio e il finanziamento pubblico ai partiti. Noi Radicali invece di mostrare i muscoli cerchiamo di trasferire la nostra energia sul potere perché rispetti la legalità.

 

Intanto sono stati dichiarati illegittimi i criteri elaborati dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, in base ai quali dall'aprile 2010 a tutto il 2012 i Radicali sono stati discriminati dai telegiornali e dai programmi di approfondimento politico della Rai: è quanto ha stabilito il Tar del Lazio in una sentenza che l'Agcom dovrà eseguire entro 30 giorni, pena la 'nomina di un comitato ad acta'.

 

Esultano i Radicali, per quella che Marco Pannella definisce una decisione "senza precedenti". Il leader Radicale afferma: "Adesso ci sentiamo meno soli" e, guardando alle altre iniziative già avviate dal suo partito, promette: "La storia non finisce qui".

 

Con una sentenza del 2 maggio 2013 la terza sezione del Tar del Lazio ha accertato che l'Agcom ha eluso una precedente sentenza del novembre 2011 dello stesso giudice amministrativo, che annullava una delibera dell'autorità garante. Con quella delibera l'Agcom archiviava un esposto con cui i Radicali contestavano il fatto che la Rai avesse negato loro qualsiasi presenza nelle trasmissioni Ballaro, Porta a Porta e Annozero, marginalizzandoli anche nei telegiornali.

 

Ora il Tar ha dato dunque ragione al ricorrente, l'associazione Lista MarcoPannella, obbligando l'Agcom a rifondere le spese legali. Ma soprattutto ha stabilito la nomina di un commissario ad acta, qualora il garante per le comunicazioni non esegua la sua decisione entro trenta giorni.

 

Nel condannare il comportamento dell'autorità garante, il giudice amministrativo, sottolineano i Radicali, ha censurato i criteri adottati nell'escluderli dai programmi politici della Rai, contestando l'equiparazione dei Radicali a soggetti politici privi di rappresentanza parlamentare.

 

Ha inoltre ribadito l'illegittimità di equiparare tout court la presenza in programmi di basso ascolto a quella nei programmi di prima serata, specificando che il rispetto della par condicio deve essere valutato all'interno di ciascuno di essi.

 

"L'Agcom è complice con l'atteggiamento della Rai di negazione dell'informazione e di attentato ai diritti civili e politici dei cittadini" ha spiegato ancora Marco Pannella. Quella del Tar del Lazio, sottolinea il leader Radicale è una sentenza senza precedenti per le Autorità indipendenti, perché prevede la nomina del commissario ad acta in caso di mancata esecuzione. E' dunque una decisione che pone ora il problema anche a tutte le altre autorità garanti e che dimostra ulteriormente che sempre più spesso i giudici sono consapevoli delle loro funzioni esercitandole senza complessi di regime".

 

Pannella ieri mattina ha sospeso solo per un'ora, in corrispondenza con le analisi cliniche, lo sciopero della fame e della sete avviato per chiedere il rispetto della legalità da parte dello Stato, in particolare sul problema del sovraffollamento carcerario. E proseguirà lo sciopero, assicura, nonostante i medici dicano che non è prudente.

 

(da Radicali Italiani)


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