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20/03/19 ore

La nuova stagione del cinema italiano …



Analizzando la nuova stagione  del cinema italiano è evidente che l'inizio non poteva essere peggiore. Basti pensare infatti  ai flop degli ultimi film italiani come La bella addormentata, che ha incassato 300 mila euro, Reality di  che Garrone a differenza del precedente  Gomorra dove  aveva guadagnato 10 milioni , ne ha incassati solo 1,5 e Tutti i Santi Giorni solo 508 mila euro.

 

Non è solamente una questione di idee  in quanto nell’ultimo biennio abbiamo vinto il Gran Premio della Giuria a Venezia 2011 con Terraferma e quello per la migliore opera prima per La-bas Educazione criminale di Lombardi, il FIPRESCI a Toronto con Il primo uomo di Amelio, quindi l’Orso d’oro a Berlino con il Cesare  dei  Taviani, il premio del pubblico della sezione Panorama per Diaz di Vicari, il secondo premio a Cannes per Reality di Garrone con Nanni Moretti che è stato Presidente della giuria e nella tanto bistrattata Venezia 2012, E’ stato il figlio si è portato a casa un’Osella per la fotografia, assieme al premio Mastroianni per il miglior giovane attore.

 

Anzitutto il problema è da rilevarsi dal punto di vista delle risorse. Il cinema mondiale è ovunque      finanziato dal sostegno pubblico, che in Europa vale 2 miliardi, in Francia tramite lo storico Cnc 750 milioni. Il nostro Fus eroga 76 milioni, ma bisogna tenere conto della scoperta italiana della dimensione piccolissima regionale.

 

Ogni territorio ha una Film Commission per attrarre produzioni; solo il Lazio, dotatosi a marzo di una nuova legge sul cinema, spende 50 milioni nel suo contesto.  Un altro milione se ne va per mille minirassegne dei comunelli dell'entroterra, 22 Cnc regionali infine pesano centinaia di milioni diventando  costosissimi oltre che controproducenti.

 

 A ciò poi  si somma il dramma della sala cinematografica poiché  il cinema di qualità, viene detto, è solo in sala ed all'uopo sta avvenendo la megatrasformazione degli schermi in 3D. I cinema attuali inoltre sono  accessibili con biglietti che costano l'80% rispetto a vent'anni fa e che costeranno di più per la digitalizzazione spingendo il pubblico a  guardare i film a casa sul pc, spesso scaricandoli gratis!

 

Recentemente tuttavia si è registrato qualche segnale che potrebbe essere positivo. Confindustria Cultura Italia ha promosso un convegno sull’agenda digitale nel quale il suo vicepresidente, Riccardo Tozzi, nonché produttore illuminato e presidente dell’ANICA, ha presentato i nuovi progetti di distribuzione.

 

Entro la fine dell’anno partirà la piattaforma online per la vendita e il noleggio di film dell’Anica. Partiremo con un migliaio di titoli provenienti dai principali distributori italiani e la nostra pianificazione prevede di aggiungerne in breve tempo molti altri…” - ha affermato Tozzi. “…Sono convinto che la rete sarà un grande strumento di ricavo per i nuovi film ma che soprattutto sarà il mezzo perfetto per valorizzare il nostro straordinario archivio. Negli ultimi 20 anni le giovani generazioni non hanno avuto dove guardare il cinema italiano del passato. La mia generazione aveva i cinema che facevano retrospettive, quella seguente la televisione ma quella di oggi non lo conosce e internet è perfetto per andare a servire i bisogni di nicchia. Il potenziale è enorme”.

 

Ci si rende conto finalmente  che nel  mondo globalizzato tutti fanno cinema e lo vendono a tutti e che dunque  tra  rete veloce, satellite e digitale terrestre mai si è avuta un'epoca di così grande fruizione di fiction ed audiovisivo dove  già da tempo  le produzioni Usa, indiane e cinesi grazie al web  distribuiscono velocemente  i loro film.

 

Stefano Delle Cave


Commenti   

 
0 #2 Giulio Gilibertii 2012-11-07 15:03
Valutare un film solo sugli incassi è riduttivo. Io ho visto sia "La bella addormentata" che il Reality di Garrone e devo dire che entrambi, sia pure in modo diverso, mi sono piaciuti. Un film, penso, che lo si deve giudicare dai contenuti, dai vari passaggi, dalla scenografia e soprattutto dal messaggio che il regista intende dare allo spettatore.
giulio da Napoli detto gilbtg
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0 #1 Maurizio Navarra 2012-11-07 11:25
E così il film nostrano, un film che trasuda cultura, che trabocca di contenuti, che ammicca al sociale più del migliore "Pietro Ammicca", che spende quattrini di tutti senza avere la preoccupazione di recuperarli con gli incassi al botteghino non è fruito dagli spettatori.
Ma chi costruisce spettacoli non dovrebbe, e da sempre, produrre per la gente che va a vederli?
Qualcosa non funziona se tutti si mettono a fare avanguardia.
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