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26/05/19 ore

'Main dans le main', la metamorfosi del sentimento al Festival del Film di Roma


  • Florence Ursino

Scale marmoree, angoli rossi e singhiozzanti. Un bacio, d'improvviso, e non c'è rimedio contro un incantesimo. Ineluttabile l'amore, senza ritegno l'attrazione. Torna Valérie Donzelli, combattente vittoriosa ne “La Guerre Est Déclarée”, maliarda coreografa di un irresistibile pas de deux in 'Main dans le main', film in concorso alla settima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma

 

Helene e Joachim (una spigolosa e affascinante Valérie Lemercier e un incredibile Jérémie Elkaïm), 50 anni lei, 30 lui, aristocratico andamento contro skateboard e berretto, labbra che si incontrano, galeotto uno specchio da cambiare nelle eleganti sale dell'Opera di Parigi.

 

Carnosi magneti nella penombra di un piccola stanza, poi l'inutile fuga: indomabili gambe si muovono in sincrono, braccia disegnano la stessa traiettoria, facce inseguono una stessa volontà. Incurabile e inspiegabile, il morbo dell''essere in due', sfacciatamente sintomatica quell'impossibilità a staccarsi, quella patologia di una forzata convivenza.

 

E' una meravigliosa, surreale, ironica ed estremamente poetica descrizione di un'unione che la regista-attrice francese mette in scena in questa sua seconda opera; e lo fa giocando, divertendo, istruendo una danza dai tempi perfetti, dal ritmo encomiabile.

 

Comicità e dramma si avvinghiano con commovente violenza, piroettando ripetutamente e scandendo i passi di un amore imprigionato in una identica, reiterata, folle gestualità. Helene e Joachim non possono staccarsi, una forza atavica li unisce, obbligandoli a una danza che non conosce tempi, né luoghi che non siano quelli di un grottesco volteggiare all'unisono.

 

La solitudine è lì, bramosa di infrangere quella dualità: veste i panni di una sorella, di un'amante, di un'amica, assume le forme della malattia, della morbosità. E' l'ombra del tre avvinghiata a quel numero due, è la famiglia, l'affetto, i desideri mai perseguiti, la reiterazione di un passo, la quotidianità impassibile e impietosa.

 

'Main dans le main' è una fiaba sulla metamorfosi del sentimento, su un travolgente impulso imbrigliato dalle staffe dell'abitudine, soffocato dagli stretti abiti di una falsamente rasserenante quotidianità, spogliato infine di quei tessuti rigidi e ingombranti, e tramutatosi nel più profondo e libero abbraccio dell'amore nudo e gemente.

 

- "Centro Historico", un coro di voci per il Portogallo di F.U.


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