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17/10/19 ore

Nozze "incivili" e poligamia: i sonni agitati dei cattolici



 "Stabilire garanzie giuridiche per una coppia di conviventi anche dello stesso sesso è un fatto di civiltà ma i matrimoni tra gay sono un'idea profondamente incivile, una violenza della natura e sulla natura". Così Pierferdinando Casini entra senza mezzi termini nel dibattito politico che sta agitando la politica italiana in particolare del centro sinistra, soprattutto dopo le beghe del Pd all’ultima assemblea nazionale.

 

In proposito, l’offensiva di parte cattolica non si ferma alle opinioni del comunque autorevole esponente della famiglia allargata. L’imminente seduta del consiglio comunale di Milano, che dovrebbe istituire il registro delle unioni civili, non fa fare sonni tranquilli alla Curia meneghina, che agita lo spauracchio della poligamia.

 

Alfonso Colzani - che insieme con la moglie Francesca Dossi è il responsabile del Servizio per la famiglia della Diocesi di Milano, interviene su Milano7, il settimanale della Chiesa ambrosiana, per sottolineare, fra gli altri, il fatto che non “si può trascurare il rischio che la voluta equiparazione tra famiglia fondata sul matrimonio e unione civile porti a legittimare la poligamia: l’uomo poligamo immigrato a Milano, di fatti, potrebbe richiedere il riconoscimento della propria convivenza con tutte le sue mogli come unione civile, posto che il registro non limiterebbe tale unione solo a quella tra due persone. Il Comune di Milano, che non si propone solo di registrare bensì anche di tutelare e sostenere le unioni civili, finirebbe così per tutelare e sostenere un istituto quale la poligamia che nel nostro ordinamento è ritenuto contrario all’ordine".

 

"Immaginare – ha replicato subito l’Arcigay - che il registro delle unioni civili possa aprire alla 'famiglia poligamica' è una fantasia che non trova fondamento sia nello strumento amministrativo locale, sia nella legislazione nazionale. Il registro non è il matrimonio, ma a livello locale può essere uno strumento utile per chi è privo di diritti a causa dell'assenza di una legge nazionale".

 

Marilisa D'Amico, presidente Commissione Affari Istituzionali Comune di Milano, cerca invece di “rassicurare che il registro non indurrà alcuna forma di poligamia, anche perché nel nostro Paese è illegittima, è contraria all'ordine pubblico. Sono certa che la discussione in Aula di lunedì chiarirà bene tutti questi aspetti. Se nella delibera si parla di unioni tra persone e non di coppie è perché si fa riferimento alla definizione legislativa. Nulla vieta di apportare modifiche più esplicative".

 

Lo stesso sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, sottolinea che "l'istituzione del registro delle unioni civili ha la finalità di riconoscere e tutelare i diritti di moltissime realtà presenti a Milano e in tutto il Paese realtà che aspettano da troppo tempo un riconoscimento giuridico, come hanno ribadito più volte la Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione in aderenza agli articoli 2 e 3 della Costituzione…"


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