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20/11/17 ore

Il miraggio del reato di tortura



Riuscirà a vedere la luce prima che scada la Legislatura? La domanda è d’obbligo per tutte le leggi che giacciono in Parlamento, non ultima quella che riguarda il reato di tortura, che per tutta una serie di motivi corre il rischio di cadere vittima dell’ostruzionismo e della dilatazione dei tempi, tra un emendamento e l’altro.

 

Come riassumeva l’Ansa, l'iter del provvedimento è stato fin dal principio piuttosto travagliato. “Arrivato in commissione Giustizia del Senato il 22 luglio 2013, venne votato dall'Assemblea di Palazzo Madama il 5 marzo 2014. Trasmesso poi alla Camera, è rimasto in commissione, dove ha subito modifiche, dal 6 maggio 2014 sino al 19 marzo 2015 ed è stato ripreso in mano e approvato con modifiche anche dopo la sentenza della Corte di Strasburgo sulla perquisizione alla scuola Diaz durante il G8 di Genova che fu considerato tortura. Trasmesso al Senato è stato modificato durante la discussione in commissione Giustizia e dovrà, dunque, una volta ri-approvato da Palazzo Madama tornare ancora alla Camera”.

 

Il nodo sostanziale, complicato da sciogliere visti gli interessi in gioco, resta la modalità di estensione del reato di tortura alle forze dell’ordine. L’ultima modifica, che costringerà all’ennesimo rimpallo fra i due rami del Parlamento, ha fatto registrare una retromarcia rispetto agli emendamenti al testo originale del Senato.

 

Nel testo della Camera era stato specificato che, "se i fatti sono commessi da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso di poteri o in violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, si applica la pena della reclusione da cinque a quindici anni". Il nuovo emendamento approvato prevede invece questo che "se tali fatti sono commessi da un pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni o da un incaricato di un pubblico servizio nell'esecuzione del servizio, la pena è della reclusione da cinque a dodici anni".

 

Intanto il ministro Guardasigilli Orlando ha voluto rassicurare gli scettici, a proposito dei tempi per l’approvazione del ddl. "Siamo nella fase degli emendamenti, finalmente mi pare che ci sia la corsia libera in Senato per arrivare in fondo", ha detto, specificando che il ministro Finocchiaro è al lavoro su questo fronte e credo che potremmo adempiere ad un impegno che a questo punto non é soltanto di carattere generale ma anche specifico su quella vicenda". Vedremo. (red.)

 

 


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