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23/10/19 ore

Nozze gay, i vescovi britannici cavalcano l'onda francese


  • Serena Guerrera

Dopo l’accesa contestazione in Francia scatenata da decina di migliaia di tradizionalisti riunitisi per manifestare il proprio dissenso sulla proposta di legge promossa dal governo Hollande a favore dell’introduzione nella legislazione francese delle unioni fra persone dello stesso sesso, in Gran Bretagna la protesta ha assunto toni 'sacri'.

 

Sono poco più di mille, infatti, le firme raccolte fra preti e vescovi accaniti contro la proposta di legge sulle unioni omosessuali voluta dal governo Cameron. “Se la legge sul matrimonio gay verrà approvata – ammonisce il mondo cattolico - non saremo più in grado di fare il nostro lavoro di educatori e insegnanti nelle scuole ed entreremo, con il nostro credo, nell’illegalità”.

 

Questo, infatti, è quello che più terrorizza il mondo clericale in Inghilterra, che paventa apocalittici scenari di pesanti "minacce" e teme “la persecuzione di chi crede nel Papa, così come avvenne nei secoli di persecuzione dei cattolici in Inghilterra e così come avvenne per lo scisma di Enrico VIII che, volendo divorziare da Caterina d’Aragona, mandò all’aria la stabilità della Chiesa nel nostro Paese”.

 

Il governo Cameron, dal canto suo, cerca di tranquillizzare gli animi dei cattolici: “Siamo sempre stati molto chiari, le nostre leggi non metteranno a repentaglio il diritto all’insegnamento da parte degli enti religiosi e il diritto di pregare e di credere in quello che si vuole” ha assicurato Downing Street.

 

Ciò nonostante, la Chiesa continua a mostrarsi scettica e timorosa rispetto alla demoniaca tentazione rappresentata dalle nozze gay: “Verremo esclusi da certe professioni, non avremo di che vivere e la nostra fede verrà seriamente limitata. Chi crede nel matrimonio tradizionale verrà estromesso dalla vita sociale e dal mondo delle professioni”.


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