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20/08/17 ore

Emergenza rifugiati, il dramma sotto il naso tedesco


  • Antonio Marulo

Con il macabro ritrovamento di un Tir abbandonato lungo un’autostrada in Austria con decine di morti asfissiati, l’esodo biblico dalle guerre in Asia minore e in Medio oriente è diventata a pieno titolo un problema europeo. Fino a qualche settimana fa, nell’inerzia generale, la rogna sembrava infatti solo e tutta dell'Italia, alle prese con barche e barconi in transito nel Mediterraneo verso le coste di Sicilia, Calabria e Puglia e messa sotto accusa – per certi aspetti non a torto - per la gestione torbida dell’accoglienza.

 

Ora che le vie di fuga e i mezzi di trasporto si sono diversificati, la disperazione e la morte giunge nel cuore d’Europa, smuovendo le coscienze degli apparentemente algidi mittel-europei che scoprono cadaveri nel proprio giardino.

 

Angela Merkel si è detta sconvolta “dalla notizia agghiacciante dei profughi morti nel tir: un ammonimento» all’Europa a offrire «solidarietà» e «a trovare soluzioni». Potrebbe essere questa la volta buona che la Germania, in qualità di paese leader, assuma l'iniziativa politica della crisi, guidando e, se il caso, imponendo una gestione comune, un po’ come fa, anche se tavolta con troppa rigidità e ottusità, per le questioni economiche.

 

In attesa, per ora si registra il colpo di teatro della Cancelliera, con annessa morale all'Italia, sulla sospensione degli accordi di Dublino per i richiedenti Asilo dalla Siria: un gesto che ha ottenuto il plauso generale, ma che resta in linea con un approccio unilaterale e non coordinato con cui ogni paese dell’Unione gestisce la questione come meglio ritiene e più gli conviene.

 

 


Commenti   

 
0 #4 Carina 2016-03-02 15:31
Ciao
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0 #3 ilSocialista 2015-08-29 00:50
certamente lo scannamento tribale dei tempi di maometto era feroce e non guardava in faccia nessuno, neppure donne e bambini, però era sempre fatto armi primitive, in modo e tempi definiti e magari poteva anche avere una funzione "ecologica" nel senso che si controllava la crescita della popolazione in aree con scarsa irigazione e povere di risorse come la penisola arabica; in fondo era una forma di adattamento antropico alla dura natura. Oggi è tutto una ltro paio di maniche, però si sa che il "cervello sociale" ha lunghe tendenze inerziali si adatta con alle epoche molta lentezza.
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0 #2 ilSocialista 2015-08-29 00:17
ne consegue che per gli arabi l'occidente sia quello strano posto dove la sessualità della donna non è strettamente controllata per l'onore del gruppo e per la consistenza patiarcale e dove la gente vive in famiglie ridicolmente piccole e slegate tra loro e per guinta dove la religione non conta una mazza; per loro è praticamente un inferno incomprensibile , però ci corrono dentro perche sempre meglio che venire scannati dai loro fratelli di fede.
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0 #1 ilSocialista 2015-08-29 00:10
La Libia e l'Iraq, sovvertite le dittature, si sono sgretolati come Stati ed è ricicciato il substrato antropologoco profondo clanico che poi si raccoglie in varie pezzature di fazioni etnico religiose che ovviamente si scannano allegramente come facevano le tribù a cavallo del tempo di maometto; del resto occorre sempre tenere presente che gli Arabi non hanno compiuto quel cammino storico che si è compiuto in europa e quello di "cittadino" inteso come individuo nel contesto della legge dello Stato è un concetto molto difficile da digerire se slegato dalla religione e dal ceppo della famiglia allargata col capo villaggio patriarcale e tutta la massa dei parenti e cugini di vario grado.
Maometto conosceva bene la ferocia e le bassezze del tribalismo e cercò di superarlo con una fede religiosa; che i risultati conseguiti siano stati scarsi e temporanei lo si vede bene
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