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10/04/26 ore

La nuova strategia commerciale dell'India: accordi di libero scambio basati sullo slancio economico


  • Anna Mahjar-Barducci

(da Trade Finance Global)

 

  • La strategia indiana in materia di accordi di libero scambio privilegia i partner con legami economici consolidati, sfruttando lo slancio commerciale esistente.

 

  • Gli scambi commerciali con i principali partner degli accordi di libero scambio hanno superato significativamente la crescita complessiva del commercio, evidenziando l'efficacia dell'allineamento degli accordi con i punti di forza industriali dell’India.

 

  • Gli accordi di libero scambio moderni si stanno evolvendo, andando oltre la semplice riduzione delle tariffe per concentrarsi sullo sviluppo economico sostenibile a lungo termine.

 

 

I recenti accordi di libero scambio (ALS) dell'India mostrano un chiaro cambiamento nella strategia commerciale del Paese. L'India persegue accordi commerciali non per segnalazioni geopolitiche o per aspirare all'accesso a nuovi mercati.

 

Si sta invece concentrando su partnercon cui ha già legami economici consolidati; paesi le cui economie sono in linea con i punti di forza dell'India nei settori manifatturiero, farmaceutico, dei servizi e della trasformazione energetica.

 

Tra l'anno fiscale 2020-21 e l'anno fiscale 2024-25, gli scambi commerciali dell'India con i partner strategici con cui ha stipulato ALS sono cresciuti del 92%, più del doppio dell'aumento del 41,5% registrato nel commercio complessivo di merci dell'India con il resto del mondo.

 

Nel 2021, i Paesi con cui l'India ha successivamente firmato ALS rappresentavano circa l'11-12% del commercio totale del Paese, percentuale che, entro il 2025, è salita a quasi il 16,5%. L'approccio dell'India al commercio si concentra su partenariati strategici che contribuiscono al suo sviluppo al di là della crescita economica, sostenendo settori che favoriscono la prosperità a lungo termine e offrono una crescita sostenibile. Diversi accordi recenti illustrano come questa strategia stia funzionando nella pratica.

 

India e Regno Unito

 

Il partenariato tra India e Regno Unito rappresenta una relazione economica di grande valore. Nel 2021, le esportazioni dal Regno Unito verso l'India si sono attestate intorno ai 6,08 miliardi di dollari. Questa cifra ha raggiunto i 12,9 miliardi di dollari nel 2023, a testimonianza dell'espansione degli scambi commerciali tra i due Paesi ancor prima della finalizzazione dell'accordo di libero scambio nel 2025.

 

Il Regno Unito offre un mercato ad alto reddito in cui gli esportatori indiani – competitivi nei settori farmaceutico, tessile, dei prodotti di ingegneria, chimico, dei componenti automobilistici e dei servizi – godono di un vantaggio strategico.

 

L'accordo migliora l'accesso al mercato, affrontando al contempo gli ostacoli alla mobilità professionale e rafforzando gli investimenti reciproci nello sviluppo tecnologico, nel finanziamento, nella produzione avanzata e nella transizione energetica.

 

Ad esempio, secondo il governo britannico, uno dei principali vantaggi dell'accordo è che l'India ha un settore verde in rapida crescita e un obiettivo di zero emissioni nette entro il 2070. L'esperienza del Regno Unito nelle tecnologie per l'energia pulita e nella finanza verde rappresenta quindi una risorsa significativa, e l'accordo di libero scambio aumenta le opportunità di esportazione di iniziative nel settore dell'energia pulita per entrambi i paesi, consentendo al contempo la liberalizzazione tariffaria dei prodotti verdi.

 

India e Australia

 

L'India e l'Australia intrattengono una partnership commerciale che risale al 2011, anno in cui avviarono i negoziati per l'Accordo di cooperazione economica globale (CECA). Sebbene i negoziati siano stati sospesi nel 2016, i due Paesi hanno firmato l'Accordo di cooperazione economica e commerciale (ECTA) nel 2022, adottato come base per il più ampio ECTA.

 

Il CECA riflette una forte dinamica di complementarietà nei settori delle risorse e della produzione. Il 96% delle esportazioni indiane verso l'Australia è esente da dazi e l'Australia fornisce all'India carbone, minerali metalliferi, minerali critici e input energetici, sostenendo la base industriale indiana.

 

In cambio, l'India esporta prodotti petroliferi raffinati, prodotti farmaceutici, macchinari, tessuti e beni di consumo. La partnership rafforza inoltre i legami nei servizi, in particolare nell'istruzione e nella mobilità professionale, e promuove la cooperazione nel settore delle energie pulite e dei minerali critici.

 

India e Nuova Zelanda

 

Un caso più piccolo, ma comunque significativo, è l'accordo di libero scambio (FTA) tra India e Nuova Zelanda, la cui firma è prevista per la fine di questo mese. L'accordo mira a consentire l'accesso senza dazi doganali ai prodotti indiani nel mercato neozelandese e ad attrarre fino a 20 miliardi di dollari di investimenti nei prossimi 15 anni.

 

Lo scambio riflette chiare nicchie settoriali: l'India esporta prodotti farmaceutici, macchinari e manufatti, mentre importa lana, prodotti agricoli, metalli e materie prime. L'accordo bilancia l'accesso al mercato con le sensibilità interne, soprattutto nel settore agricolo, aggiungendo al contempo una dimensione di investimento, che segnala fiducia nelle prospettive di crescita dell'India.

 

India e UE

 

L'India ha firmato un accordo commerciale con i paesi dell'Associazione europea di libero scambio (EFTA) nel 2024. Le importazioni dall'EFTA sono concentrate in articoli ad alto valore aggiunto come oro, strumenti di precisione e prodotti chimici, mantenendo stabili i volumi degli scambi. Il vero valore di questo accordo non risiede nel numero di merci scambiate, bensì negli impegni di investimento impliciti, nella collaborazione tecnologica e nella creazione di posti di lavoro altamente qualificati.

 

L'accordo India-EFTA segna una transizione dalla visione degli accordi di libero scambio come semplici strumenti tariffari al loro utilizzo come veicoli per la formazione di capitale e la modernizzazione industriale.

 

Nel gennaio 2026, l'India e l'Unione Europea (UE) hanno annunciato di aver raggiunto un accordo di libero scambio, definito "la madre di tutti gli accordi", in base al quale il 93% delle esportazioni indiane beneficerà dell'accesso esente da dazi al blocco dei 27 paesi.

 

India e Mauritius

 

Anche i partner più piccoli rivestono un'importanza strategica. Nel gennaio 2026, l'India ha esportato 51,8 milioni di dollari verso Mauritius, con un aumento del 14,8% rispetto al gennaio 2025. L'Accordo globale di cooperazione e partenariato economico (CECPA) tra India e Mauritius, firmato nel 2021, ha trainato questa crescita; tuttavia, la vera importanza dell'accordo risiede nei servizi, nella cooperazione finanziaria e nella facilitazione degli investimenti.

 

Mauritius sta di fatto funzionando come un'economia di transito, rafforzando un quadro istituzionale che supporta i flussi finanziari e commerciali transfrontalieri. I due Paesi firmeranno inoltre un Memorandum d'intesa questo mese, che istituirà un pacchetto economico speciale da 655 milioni di dollari, progettato per sostenere diversi progetti.

 

India e Emirati Arabi Uniti

 

Un altro esempio del nuovo modello commerciale dell'India è la sua partnership economica con gli Emirati Arabi Uniti. Dall'entrata in vigore dell'accordo nel 2022, gli scambi bilaterali sono quasi raddoppiati, passando da 43 miliardi di dollari nell'anno fiscale 2020-21 a 83,7 miliardi di dollari nell'anno fiscale 2023-24.

 

L'India esporta prodotti petroliferi, macchinari, tessuti, prodotti alimentari, gemme e gioielli, mentre importa petrolio greggio, prodotti petrolchimici e metalli preziosi. Il ruolo degli Emirati Arabi Uniti come hub logistico globale amplifica questi flussi, rafforzando i solidi legami di servizi e investimenti tra le due economie.

 

India e Oman

 

Analogamente, l'accordo tra India e Oman, firmato nel 2025, si basa su consolidati legami commerciali e sulla vicinanza geografica. L'India è tra i principali partner commerciali dell'Oman e il quarto fornitore di importazioni non petrolifere.

 

L'accordo affronta le principali barriere commerciali, come le regole di origine, gli ostacoli tecnici al commercio (TBT) e le procedure doganali, a dimostrazione di come l'intesa vada oltre la semplice espansione dei volumi commerciali e si concentri sul rafforzamento della connettività tra i due Paesi.

 

L'India sta firmando sempre più accordi di libero scambio con economie in cui i corridoi commerciali sono già in espansione e le catene di approvvigionamento sono già in fase di sviluppo. Questi accordi fungono da acceleratori dello slancio economico esistente.

 

In un sistema commerciale globale frammentato, questo approccio mirato sembra particolarmente efficace. Mentre le minacce tariffarie diventano una prassi comune altrove nel mondo, l'India si concentra su un approccio prudente e determinato al commercio, ampliando la propria offerta di servizi e trasformando i propri investimenti in nuove capacità industriali.

 

(da Trade Finance Global)

 

 


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