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26/04/26 ore

All’Europa interessa Hormuz e il Medio Oriente? Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa



Il rinvio dei negoziati tra Stati Uniti e Iran a Islamabad in Pakistan e la decisione di Trump di estendere il cessate il fuoco fino al momento in cui verrà presentata la proposta dell’Iran sono gli aggiornamenti della vicenda iraniana e di tutto lo scacchiere mediorientale…. 

 

Nonostante le velleitarie e poco credibili dichiarazioni di Mahdi Mohammadi, consigliere del presidente del parlamento iraniano Ghalibaf, in un post sui social media: ”La parte sconfitta non può dettare le condizioni. La continuazione dell'assedio non è diversa da un bombardamento e deve essere contrastata con una risposta militare”, un fatto appare certo: l’Iran è in un profondo disordine dopo la morte della Guida  suprema Ali Khamenei e la incerta sorte di suo figlio Mojtaba Khamenei nominato al suo posto che non si è mai visto e di cui non sono mai state chiarite le condizioni.

 

Lo scontro interno tra i leader locali iraniani è sempre più acuto… La narrazione, che si può definire illusoria, che viene fatta dal sistema informativo della drammatica questione iraniana e le conseguenze in tutto col Medio Oriente descrivono però due elementi: l’ondulante atteggiamento di Trump ma ancor di più un dato fin troppo evidente, l’Iran attore centrale dello scacchiere di tutta l’area, promotore e sostenitore di tutti i movimenti terroristici (Hamas, Hezbollah, Houti, Jihad Islamica…) è in difficoltà e dilaniato dal conflitto interno di quello che resta del regime tra componente oltranzista  e trattativisti.

 

Come reagiscono gli Stati del Golfo (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar, ma anche Egitto, Tunisia, Giordania, Oman ecc.), oggetti diretti e indiretti di attacchi da parte di Teheran e che sono in maggioranza musulmani sunniti di fronte ai nuovi equilibri…?

 

E l’Europa, che per il suo quasi totale approvvigionamento energetico ha il punto obbligato di passaggio nello Stretto di Hormuz, si può mantenere, nella sua fantomatica “prudenza”, del tutto assente da una qualunque azione nella questione attestando di sentirsi offesa dal fatto che gli Usa non l’hanno informata dell’attacco?

 

Va bene nella narrazione illusoria ci si assesta nella lettura di qualche commentatore televisivo o di giornalisti approssimati che “… siamo nelle mani dell'uomo più potente del mondo, che è chiaramente anche in una china di demenza gravissima… (Corrado Formigli), ma la teoria del “pazzo” è l’unica che ci consente di capire come stanno le cose? e come l’Europa (e l’Italia) restano del tutto lontani dai fatti e incapaci di individuare una strategia in grado di sottrarci a un destino di marginalità?

 

Con Francesco Sisci, sinologo, giornalista, scrittore discute, nella conversazione che segue, Giuseppe Rippa, direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale, che provano a definire i contorni generali di una mappa del mondo esposta alle turbolenze dell’assenza di un Ordine Mondiale, con nel fondo il confronto-scontro esistenziale tra le due potenze Cina e Usa…

 


- All’Europa interessa Hormuz e il Medio Oriente? Conversazione con Francesco Sisci di Giuseppe Rippa

(Agenzia Radicale Video)

 

 


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