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14/12/17 ore

5 Stelle, la regola che urge “interpretare”



Il nodo sta piano piano venendo al pettine e non è difficile - visti i precedenti - intuire come verrà alla fine sciolto. Il partito banderuola ci ha infatti abituati ai salti mortali-carpiati-rovesciati sulle fantomatiche regole "inderogabili". Tra i capisaldi c'è senza ombra di dubbio la mitica “regole dei due mandati”, che col tempo mostra inevitabilmente la corda, man man che i primi cittadini eletti nelle assemblee rappresentative , proprio sul più bello, quando magari cominciano a capirci qualcosa, vedono all'orizzonte la fine forzata della straordinaria avventura.

 

La prima vittima – diciamo nota - potrebbe essere Fabio Fucci, eletto nel 2011 in Consiglio comunale prima di essere eletto due anni dopo sindaco di Pomezia. Per lui il limite di due mandati «non si concilia» con il buon governo ed ormai "un problema da affrontare”, anche perché – dice - sarà “il primo a esserne colpito”. Per questo vuole “aprire un dibattito per rimuovere una regola anacronistica”.

 

Qualche mese fa, fra gli altri, fuil deputato Toninelli a sollevare la questione, ipotizzando la revisione del vincolo del secondo mandato elettivo almeno per i consiglieri comunali. Poi, a settembre alla Versiliana, anche il tribuno della plebe Di Battista aprì a “una soluzione alternativa”, attraverso una “interpretazione” della regola, ovviamente con il sigillo delle famigerata Rete.

 

Tutto questo in barba a Beppe Grillo, che a marzo aveva messo in proposito le cose in chiaro, scrivendo sul blog quanto segue:

 

“Il MoVimento 5 Stelle è una comunità di cittadini fondata su delle regole. Sono poche, chiare e semplici. Proprio per questo inamovibili. Una delle regole fondanti è quella dei due mandati elettivi a qualunque livello. Consigliere comunale, sindaco, consigliere regionale, parlamentare nazionale ed europeo.

 

Questa regola non si cambia né esisteranno mai deroghe ad essa. "Ogni volta che deroghi ad una regola praticamente la cancelli" diceva Gianroberto. Non abbiamo intenzione di cancellare nessuna delle regole fondanti del MoVimento 5 Stelle. I nostri portavoce continueranno a fare un massimo di due mandati elettivi e poi torneranno a fare il lavoro che facevano prima. Vogliamo cittadini 5 Stelle che si mettano al servizio della comunità, non professionisti della politica”. Ipse dixit... (A.M.)