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23/09/18 ore

Tabacci, la parabola del buon democristiano



Bruno Tabacci è democristiano di vecchio conio che ne ha passate tante dai tempi della Prima repubblica fino ai giorni nostri, attraversando i marosi di Mani Pulite, oscillando da destra a sinistra nel ventennio berlusconiano, ma sostanzialmente tenendo la barra sempre al centro.

 

Questa mattina sui giornali fioccavano le mini-biografie, giusto per rinfrescare la memoria a quanti avessero voluto conoscere il percorso del politico generoso e navigato che si è messo a disposizione per consentire alla lista di Emma Bonino di superare la trappola del Rosatellum.

 

Si tratta di "un servizio alla democrazia", è stato detto con raggiante compiacimento, maturato a sorpresa e non del tutto conconcordato con i compagni di cordata – per esempio Dellai - sparsi un po' ovunque alla ricerca di una nuova casa elettorale.

 

Il prezioso simbolo del Centro Democratico diventa così il passi per la sfida parlamentare di +Europa. Resta da capire in che termini prenderà forma l'anomalo apparentamento elettorale. Gli stessi protagonisti, in conferenza stampa, hanno ammesso di aver bisogno di un po' di tempo per elaborare la novità.

 

L'unica cosa per ora certa è l'aver aggirato l'ostacolo della raccolta firme. Le modalità lasciano tuttavia perplessi, più della stessa scelta di correre alle elezioni perseguita con pervicacia dall'ex “madonna pellegrina dei radicali”. A questo va aggiunta la sgradevole sensazione che davvero un giorno moriremo tutti democristiani. (red.)

 

 


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