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06/08/20 ore

Grillo attacca Renzi in punta di 'penis'


  • Florence Ursino

C'era una volta chi ce l'aveva duro e c'è oggi chi, a quanto pare, potrebbe non avercelo proprio. Secondo la nuova teoria psicopolitica esposta nei giorni dello sbarco in Sicilia dal one man show della politica (o dell'antipolitica, o della fantapolitica o della comicpolitica, fate voi insomma), Beppe Grillo, Matteo Renzi soffrirebbe infatti di “invidia penis”.

 

Il 'rottamatore' del Pd, secondo il leader del M5S, “sente profondamente la mancanza di un programma elettorale del Pdmenoelle di egual valore a quello del Movimento 5 Stelle” e, di conseguenza, “si considera intimamente inferiore”.

 

“Un trauma”, quello vissuto dal sindaco di Firenze, diagnosticatogli dal dottor Grillo in seguito ad alcune affermazioni rilasciate dall'imberbe Renzi nel corso del suo intervento a Marina di Carrara, tra cui quella secondo la quale se le stesse cose che dice l'ex-comico “le dicesse il Pd, lui scenderebbe al 2%” e il Partito Democratico “vincerebbe le elezioni senza fatica”.

 

Purtroppo però, puntualizza il freudiano Beppe sul suo blog, anche se “il Pdmenoelle adottasse il programma del M5S, Renzi non sarebbe candidabile, per due motivi. Il primo è che dovrebbe occuparsi dell'amministrazione della città di Firenze, carica per cui è stato eletto, e viene pagato, dai suoi concittadini, e non girare per l'Italia con un camper presidenziale stile Air Force One. Il secondo – continua Grillo - è che il M5S prevede un massimo di due mandati (la politica non è una professione) e Renzi sarebbe quindi già arrivato a fine corsa dopo la presidenza della Provincia di Firenze e l'attuale carica di sindaco".

 

Niente stelline, dunque, per il primo cittadino fiorentino, costretto a dover convivere per sempre con “un disagio non più comprimibile che lo porta, inconsapevolmente, a fare propaganda per il M5S”: la mancanza del grillino membro. Ma, scrive infine magnanimanente il virile genovese, Renzi “è giovane e tanto a modino; se si comporta bene valuterò la sua iscrizione al Movimento 5 Stelle come attivista”. Sempre meglio che come eunuco, verrebbe da dire.


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