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08/03/21 ore

Voto in Sicilia: tra sospetti e vecchi vizi


  • Ermes Antonucci

Domenica 28 ottobre, a quasi tre mesi dalle dimissioni del governatore Raffaele Lombardo, si svolgeranno le elezioni regionali in Sicilia. Elezioni che finora non hanno avuto particolare rilievo in ambito nazionale e sulle quali appare quindi utile tracciare un breve quadro generale. I protagonisti principali nella corsa alla presidenza saranno: Rosario Crocetta (sostenuto da Pd-Udc-Api-Psi), Nello Musumeci (Pdl-La Destra), Giancarlo Cancelleri (Movimento 5 Stelle), Gianfranco Micciché (Grande Sud-Mpa-Fli) e Giovanna Marano (Idv-Sel-Verdi-FdS).

 

Rosario Crocetta. Per due volte sindaco del Comune di Gela, dal 2003 al 2009, anno in cui si dimette dopo essere stato eletto europarlamentare nella lista del Pd. Costretto a vivere sotto scorta e con alle spalle una serie di attentati sventati che lo vedevano bersaglio, Crocetta è diventato negli anni simbolo della lotta antimafia. Si è definito “comunista e clericale” (ha militato nel Pci e in Rifondazione Comunista), ed è stato il primo sindaco italiano dichiaratamente omosessuale.

Alcuni punti del programma di Crocetta: “cacciare dalla Regione siciliana la mafia”, rivedere i criteri di utilizzo dei finanziamenti europei, creare una più stretta relazione tra formazione e mondo imprenditoriale, gestione pubblica dell’acqua, green economy.

 

Qui il programma completo.

 

Nello Musumeci. Storico militante del Movimento sociale italiano, poi passato ad Alleanza Nazionale, Musumeci è stato presidente della Provincia di Catania dal 1994 al 2003 e, contemporaneamente, deputato europeo dal 1994 al 2009 nelle file di An. Nel 2005 fonda Alleanza Siciliana, un movimento autonomista che due anni dopo confluisce ne La Destra di Francesco Storace. Nel 2011 viene nominato sottosegretario al Lavoro del governo Berlusconi. Promotore di iniziative antiusura, fino al 2006 anch’egli ha vissuto sotto scorta.

 

Alcuni degli obiettivi di Musumeci: taglio ai costi della politica, introduzione di norme anticorruzione, riforma dell’amministrazione regionale, riduzione del debito e della spesa pubblica, pieno utilizzo dei fondi Ue, energia pulita, sostegno ai giovani universitari e lavoratori.

 

Qui il programma completo.

 

 

Giancarlo Cancelleri. Geometra di 38 anni, tra i fondatori del Movimento 5 Stelle in Sicilia, Cancelleri è il candidato del movimento guidato da Beppe Grillo. L’ex comico genovese ha girato l’intera isola per sostenere il proprio candidato, penalizzato da una modesta notorietà. Un tour de force con il quale Grillo è riuscito a conquistare un’elevata ed inaspettata partecipazione dei siciliani, oscurando in parte lo stesso Cancelleri.

 

Alcune parole chiave del programma: meno soldi ai deputati, introduzione del referendum propositivo e della revoca del mandato elettorale, “fuori la mafia dal parlamento”, microcredito a tasso agevolato, strategia rifiuti zero, gestione pubblica dell’acqua.

 

Qui il programma completo.

 

Gianfranco Micciché. Nel 1993 è dirigente di Publitalia (grazie alla conoscenza di Marcello Dell’Utri) e partecipa alla discesa in campo di Silvio Berlusconi, assumendo l’incarico di coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia. Da allora ottiene una serie infinita di nomine nei vari governi Berlusconi: sottosegretario ai Trasporti, viceministro dell’Economia, ministro dello Sviluppo e Coesione territoriale, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Nell’ottobre 2010 fonda il partito Forza del Sud. In queste elezioni regionali ha ottenuto il sostegno dell’ex presidente Raffaele Lombardo, dimessosi in seguito agli scandali che lo vedono indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio.

 

I temi principali del programma di Micciché: riforma della pubblica amministrazione, taglio costi della politica, nuovi rapporti con l’Ue e lo Stato, uso dei fondi strutturali, lotta alla corruzione, incentivazione per le start-up, energia rinnovabile.

 

Qui il programma completo.

 

Giovanna Marano. Sindacalista da anni impegnata nel campo della tutela dei diritti dei migranti e nelle questioni che riguardano politiche contrattuali ed industriali. Nel ‘95 viene eletta segretario regionale della Cgil, nel 2003 diventa segretaria generale della Fiom, per poi essere eletta presidente del Comitato centrale della Fiom nazionale nel 2011. Sostituisce il candidato originario della sinistra, Claudio Fava, costretto a ritirarsi dalle elezioni per un cavillo burocratico legato ad un cambio di residenza.

 

I principali punti del programma di Marano: abbattimento spesa per la politica, riduzione numero parlamentari, reddito minimo per disoccupati, uso fondi strutturali, gestione pubblica dell’acqua, energie rinnovabili e rifiuti zero.

 

Qui il programma completo.


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