Oggi mi chiedevo – per l’ennesima volta – come mai, sempre più spesso, il peggio della comunicazione social trovi ospitalità sui grandi siti web editoriali. I quali, anche per questa ragione, sono ormai diventati un ricettacolo di pettegolezzi e notizie irrilevanti aggiornato 24 ore al giorno. di Massimo Mantellini (da ilpost.it)
Il dibattito sulla vicenda del sindaco di Riace è attualmente fondato su un non sequitur, ovvero: o Domenico Lucano è colpevole, e quindi ha ragione Salvini e bisogna chiudere i porti, oppure il sindaco è innocente, e quindi Salvini ha torto. Dal punto di vista logico, è come dire: o Pierino ha rubato la marmellata, e quindi domani piove, oppure non l'ha rubata e quindi possiamo andare al mare. di Camillo Maffia
In attesa del botto finale annunciato per giovedì, i primi nomi di un ipotetico governo monocolore pentastellato non possono che lasciar delusi quanti contavano sulla carta jolly della lista dei ministri diffusa da Luigi Di Maio.
Ernesto Galli della Loggia si è chiesto sul “Corriere della Sera” se sia “lecito ... magari dire delle ragioni del consenso dei 5 Stelle senza tuttavia passare per manutengolo di Di Maio o reggicoda di Beppe Grillo, senza essere additato come tipico rappresentante dell’intellettualità vigliacca pronta a stare sempre dalla parte del (presunto) vincitore?”. L'oggetto era il presunto carattere eversivo dei grillini, rispetto al quale Galli della Loggia ricorda e associa “le passate vicende politiche di questo Paese nell’età della Repubblica”. Tra queste, quelle che hanno visto protagonista “il nonviolento per antonomasia Marco Pannella”. “Era forse – si chiede il Professore - un esempio di distinguo dialogico quando faceva oggetto delle accuse più indistinte e sommarie «la partitocrazia», o quando per esempio accusava ossessivamente dalla sua radio «la P2, P3, PScalfari» e tutto il maledetto «arco costituzionale» a cominciare dal Pci di aver voluto la morte di Aldo Moro e di non so più quante altre efferatezze?”. Il paragone ardito con i 5 Stelle dà l'occasione a Geppi Rippa, sollecitato da Antonio Marulo in Maledetta Politica, per chiarire alcune “strampalate tesi” sul metodo “eversivo e antidemocratico” che avrebbe contraddistinto la battaglia radicale contro il regime partitocratico...
Allo scopo di alzare un po' il livello del dibattito, troppo spesso inquinato da colpi di propaganda da una parte e dall’altra, rimandiamo il contributo di Sabino Cassese, tratto dal 'Corriere della Sera'.
Radicali Italiani, riunito a Roma, dal 29 ottobre al 1° novembre 2016, nel celebrare il XV Congresso, il primo dalla morte di Marco Pannella, con commozione ne ricorda vissuto e insegnamenti, unendosi ai sentimenti di tutti coloro che ne hanno conosciuto lo straordinario valore umano e politico.
di Gianfranco Spadaccia
E' morto Franco Sircana e questo è innanzitutto il ricordo di una amicizia durata oltre mezzo secolo, nata sui banchi dell’Università, prima nell’esperienza associativa dell’UGI e poi in quelle del Movimento federalista europeo e del Partito Radicale.
Puoi conoscere l’arte direttamente, incontrare l’artista ed entrare in contatto con il suo mondo. Esiste un modo per farlo, a Roma, accedendo all’Openstudio della pittrice Laura Grosso. Diventa così possibile scoprire qual è il luogo in cui l’opera prende forma, in cui l’ispirazione diventa qualcosa, un prodotto unico, venuto fuori dal lavoro creativo di mani che sanno fondere fantasia e invenzione, capacità e condivisione. di Francesca Pisano
In “una repubblica democratica fondata sul lavoro” non può che giocarsi sul lavoro il destino del Paese, del Governo Letta e forse anche del Partito democratico. Almeno così sembra, a giudicare dal dibattito politico natalizio, consumato aspettando la panacea di tutti i nostri mali: il job act di Matteo Renzi. di Antonio Marulo
Sabato, 10 novembre 2012, in tutto il mondo è stato celebrato il “Malala Day”, la giornata internazionale fissata dall’Onu per ricordare l’attentato talebano contro Malala Yousufzai, la coraggiosa quindicenne pakistana che si sta battendo per il diritto allo studio delle bambine del suo paese.
Film di chiusura del Festival di Cannes 2023, Un anno difficile, diretto da Olivier Nakache e Éric Toledano, è una commedia ironica su clima, paradossi e contraddizioni della nostra società. Il film racconta la storia di due amici, Albert e Bruno (Pio Marmaï e Jonathan Cohen), che vivono di espedienti, entrambi pieni di debiti e ridotti sul lastrico per una forma di consumismo compulsivo. Bruno sta perdendo casa e moglie, Albert vede poco la sorella, poiché il marito pretende che saldi un vecchio debito… di Giovanna D’Arbitrio