21/05/18 ore

Rutelli e i “semplificatori” Radicali


  • Antonio Marulo

Il ritorno alla casa del padre – ora che il padre non c'è più – sta diventando un'abitudine degli “ex radicali storici”.

 

Così anche Francesco Rutelli, tra questi, si è rivisto nella sede di via di Torre Argentina per presentare - al pubblico in sala e a quello in ascolto della diretta sulla solerte Radio Radicale - il libro uscito lo scorso novembre "Contro gli Immediati". Ovvero, contro “gli effimeri vincitori di oggi, coloro che sono indisponibili alla mediazione, rifiutano i soggetti intermedi, e i tempi medi”; vale a dire, i semplificatori e le loro semplificazioni.

 

Quella di ieri è stata l'occasione anche per raccontare con nostalgia qualche aneddoto sugli inizi politici dell'ex sindaco di Roma, sul suo passato – per l'appunto - di semplificatore, radicale. Sì, perché i Radicali sono stati in tempi non sospetti dei “semplificatori”, anche se di tutt'altra natura e qualità.

 

Certo, il contesto era diverso. Ci si muoveva in una società allora ben strutturata e ingessata dal blocco catto-comunista, ma che in sé conteneva i germi del cambiamento. Pannella e i suoi li seppero cogliere e stimolare, avendo una visione del futuro pur nel loro agire immediato e facendo della durata come forma delle cose un elemento imprescindibile del proprio essere. Lo fecero con battaglie su singoli temi, basate sulla cultura e sul pensiero (quel che manca o scarseggia adesso).

 

In più, si facevano forza di una caratteristica peculiare, che li rendeva unici e a loro modo dirompenti: avevano – come ha sottolineato l'autore del libro – “disinteresse per il potere; erano disinteressati alla gestione del potere”. Rutelli, infatti, prese poi altre strade.

 

- Presentazione del libro Contro gli Immediati (video da radioradicale.it)

- Rutelli suona la carica "Contro gli Immediati" 

 

 


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